Un nuovo talento si è affacciato nel panorama del calcio argentino: Leonel “Benja” Flores. La sua ascesa è stata fulminea, tanto da portarlo in pochi mesi dalla squadra B del Boca Juniors fino alla convocazione con la nazionale maggiore, con cui ha condiviso il campo anche nell’amichevole d’addio di Lionel Messi.
Nato nel febbraio del 2007 a Villa La Cava, una delle baraccopoli più umili di Buenos Aires, Flores ha mostrato un talento precoce. Gli osservatori del Boca lo hanno notato quando aveva solo 7 anni, inserendolo subito nel settore giovanile. Per dieci anni, la sua routine è stata sveglia alle 5 del mattino per prendere l’autobus e raggiungere il campo di allenamento, un sacrificio che ha dato i suoi frutti.
Durante la sua trafila nelle giovanili, ha lasciato il segno con imprese notevoli, come segnare cinque reti in una singola partita e realizzare un gol direttamente da calcio d’angolo. La grande occasione è arrivata lo scorso luglio, quando l’allenatore Arruabarrena lo ha fatto esordire in prima squadra. Il ragazzo ha risposto presente, segnando un gol al suo debutto.
Da quel momento, la sua carriera ha subito un’accelerazione impressionante. A settembre ha ricevuto la prima convocazione dal CT dell’Argentina Lionel Scaloni, che lo ha mandato in campo contro la Bolivia. Ha poi giocato anche contro Burkina Faso e Benin, dimostrando di poter reggere il palcoscenico internazionale.
Flores è un attaccante moderno, che unisce velocità e potenza. Duttile tatticamente, può ricoprire il ruolo di ala su entrambe le fasce o agire da punta centrale. Si definisce un giocatore da numero 7, 9 o 11, destro di piede e con il dribbling come sua arma principale. I suoi idoli sono Messi e Juan Román Riquelme, mentre per migliorare nell’uno contro uno studia attentamente giocatori come Exequiel Zeballos, Jérémy Doku e Jamal Musiala.
I numeri confermano il suo impatto: ha già collezionato 4 gol e 3 assist in 18 presenze con la prima squadra del Boca. Se si sommano le partite con la seconda squadra e le coppe, il suo bilancio sale a 13 reti e 7 assist in 36 apparizioni. Il suo nome ha iniziato a circolare con insistenza in Europa anche a causa di un recente tour de force, durante il quale ha disputato quattro partite in appena sette giorni tra club e nazionale.
Scaloni ha espresso grande fiducia in lui: “Flores sta facendo molto bene e dobbiamo prenderci cura di lui. Dobbiamo stargli vicino e supportarlo. Lui e altri giovani come Mastantuono ci daranno grandi gioie”. Anche il suo primo allenatore, Christian Benítez, ha raccontato aneddoti sulla sua predestinazione: “A cinque anni gli lanciavo la palla e faceva rovesciate che finivano tutte in porta. Sono tifoso del River, ma ora guardo le partite del Boca solo per lui”.
Questa rapida affermazione ha inevitabilmente attirato l’attenzione dei grandi club europei. Il Boca Juniors si è mosso per blindarlo, rinnovando il suo contratto fino al 2029. L’accordo prevede una clausola rescissoria fissata a 20 milioni di dollari, che può salire a 25 milioni se il trasferimento dovesse avvenire negli ultimi giorni di mercato. Il suo impatto sulla squadra è stato tale che, da quando è entrato stabilmente nel giro della prima squadra, gli Xeneize hanno registrato una striscia di 16 partite senza sconfitte.






