Il mondo del diritto ha deciso di analizzare il valore culturale e morale di Brigitte Bardot, andando oltre la sua figura di icona del cinema. Il network internazionale Falling in Law, una rete accademica nata all’interno dell’Università di Bologna, ha lanciato un nuovo percorso di riflessione per approfondire il significato giuridico ed etico delle sue scelte di vita.
Il progetto, intitolato “Anima libera, il diritto oltre l’icona: la figura di Brigitte Bardot tra libertà e impegno civile”, è stato annunciato dal network che riunisce accademici e magistrati provenienti da oltre trenta Paesi. L’iniziativa non si limiterà a una discussione interna, ma si aprirà alla comunità scientifica e culturale attraverso una call pubblica.
La call è rivolta a studiosi, ricercatori e operatori culturali, invitati a contribuire con saggi, recensioni e analisi critiche. L’obiettivo è creare uno spazio di confronto interdisciplinare per esplorare il rapporto tra libertà personale, scelta individuale e responsabilità etica, temi che sono stati centrali non solo nella vicenda umana dell’attrice francese, ma che risuonano profondamente nel pensiero giuridico contemporaneo. Il progetto prende il nome da “Anima libera”, una composizione dello scrittore Rigel Bellombra dedicata a Bardot.
Accanto alla sua celebre carriera cinematografica, Brigitte Bardot ha costruito nel tempo un percorso di impegno civile coerente e spesso solitario. La sua decisione di allontanarsi volontariamente dal mondo dello spettacolo ha rappresentato una rottura netta con le logiche dell’industria culturale, segnando una presa di posizione consapevole e radicale.
La difesa degli animali e la denuncia di ogni forma di violenza sono diventate il fulcro della sua esistenza. Questa scelta l’ha trasformata in una figura controversa per alcuni, ma anche profondamente autentica, capace di stimolare un dibattito che va ben oltre i confini del cinema e dell’arte. La sua vita offre uno spunto di grande attualità per il diritto e la cultura giuridica.
Come ha sottolineato il professor Antonio Albanese, ordinario di Diritto privato all’Università di Bologna e direttore scientifico di Falling in Law, la figura di Bardot è un caso di studio esemplare. «La scelta di Bardot di sottrarsi al sistema dello spettacolo, il rifiuto dei compromessi e il suo impegno in difesa degli animali rappresentano una forma alta di responsabilità etica. Un esempio di come la libertà possa tradursi in coerenza e in azione», ha affermato Albanese.
Il percorso “Anima libera” si inserisce quindi in una discussione più ampia sul significato della libertà individuale nel mondo moderno. Non è intesa solo come assenza di vincoli, ma come capacità di assumersi le conseguenze delle proprie scelte e di orientarle verso il bene comune, come la tutela delle specie animali.
Attraverso i contributi che arriveranno, il progetto intende valorizzare analisi che guardino alla figura di Brigitte Bardot da una prospettiva inedita, capace di andare oltre l’icona pop per coglierne la complessità etica e giuridica. L’iniziativa conferma il ruolo del diritto come strumento di lettura critica della realtà e come luogo di dialogo tra esperienze individuali e valori collettivi, trasformando una vicenda personale in un’occasione di riflessione su temi universali.























