Bologna: hackathon su ambiente e beni culturali

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Intelligenza ambientale
Intelligenza ambientale

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha annunciato la nuova edizione dell’Hackathon internazionale “Environmental Intelligence for Cultural Heritage and Health”. L’evento si svolgerà dall’8 al 10 maggio 2026 e sarà ospitato in una sede d’eccellenza: il Data Center del Centro Europeo per le previsioni meteorologiche a medio termine (ECMWF), situato nel cuore del Tecnopolo di Bologna.

L’iniziativa nasce da una stretta collaborazione tra alcuni dei più importanti enti nel campo della scienza ambientale e dei dati. Oltre a ISPRA, che rappresenta il principale organo tecnico-scientifico del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente, l’organizzazione vede il coinvolgimento diretto dell’ECMWF, leader mondiale nelle previsioni numeriche del tempo, e del Forum Nazionale degli Utenti Copernicus, la piattaforma che riunisce la comunità italiana che utilizza i dati del programma di osservazione della Terra dell’Unione Europea.

Ma cos’è un hackathon? Si tratta di una vera e propria maratona di programmazione, una competizione creativa in cui team di sviluppatori, scienziati dei dati, esperti di settore e studenti si sfidano per sviluppare soluzioni innovative a un problema specifico in un arco di tempo molto limitato, solitamente 24 o 48 ore. L’obiettivo non è solo teorizzare, ma creare prototipi funzionanti e idee concrete.

Il tema di questa edizione è duplice e di straordinaria attualità. Da un lato, si esplorerà come l’intelligenza ambientale possa contribuire a proteggere il nostro immenso patrimonio culturale. I partecipanti saranno chiamati a ideare strumenti in grado, per esempio, di prevedere gli effetti dell’inquinamento atmosferico sulle facciate di monumenti storici o di monitorare il rischio di frane e alluvioni in prossimità di siti archeologici, utilizzando dati satellitari e modelli climatici.

Dall’altro lato, la sfida si concentrerà sul legame tra ambiente e salute umana. I team potranno sviluppare applicazioni per mappare la diffusione di pollini e allergeni in base alle condizioni meteorologiche, creare sistemi di allerta precoce per le ondate di calore nelle aree urbane o analizzare la correlazione tra la qualità dell’aria e l’incidenza di patologie respiratorie. L’uso di dati geospaziali e di previsioni ambientali sarà fondamentale.

La scelta del Tecnopolo di Bologna non è casuale. Il polo tecnologico, che ospita il supercomputer Leonardo e il data center dell’ECMWF, si candida a diventare uno dei principali hub europei per il calcolo ad alte prestazioni e l’analisi dei big data. Questa maratona informatica rappresenta quindi un’occasione unica per unire talenti provenienti da discipline diverse e sfruttare tecnologie all’avanguardia per affrontare alcune delle sfide più urgenti del nostro tempo: la salvaguardia della nostra storia e la tutela del nostro benessere, in un pianeta che cambia.

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