L’arrivo di Raffaele Palladino sulla panchina del Bologna ha portato una statistica singolare: finora, i gol sono stati segnati esclusivamente dagli attaccanti. L’unica eccezione al dominio del reparto offensivo riguarda gli assist, con il laterale destro Miranda che si è distinto in positivo. Nicolò Cambiaghi si è imposto come principale fornitore di passaggi vincenti, con due a suo nome.
La gestione del nuovo tecnico ha mantenuto alta la vena realizzativa delle punte, valorizzando anche talenti come Jay Enem, che è subentrato contro il Lecce e ha segnato subito il gol per l’1-2. I marcatori stagionali sono cinque, tutti appartenenti al reparto avanzato: Bernardeschi, Piccoli, Dovbyk, Orsolini e lo stesso Enem.
Il Bologna di Palladino ha mostrato un approccio tattico diverso rispetto a quello del suo predecessore, Tedesco. La squadra ha abbandonato un gioco prevalentemente orizzontale per adottare uno stile più verticale, caratterizzato da maggiore ritmo, ricerca della profondità e una più alta frequenza di conclusioni a rete. Gli attaccanti sono costantemente sollecitati e le ali risultano più attive, in una dinamica che ricorda il periodo di Vincenzo Italiano.
Questa nuova impostazione sta dando i suoi frutti, ma ha evidenziato anche la necessità di avere alternative in rosa. A causa dell’infortunio di Riccardo Orsolini, che resterà fuori per altre due o tre partite, la dirigenza valuterà a gennaio la possibilità di aggiungere un nuovo esterno d’attacco all’organico.
La sequenza delle reti stagionali conferma questo trend. Il primo gol è stato realizzato di testa da Piccoli su calcio d’angolo battuto da Miranda contro il Sassuolo. Successivamente, è arrivato il sigillo di Dovbyk, abile a sfruttare una respinta imprecisa del portiere avversario Muric. Nella prima partita con Palladino in panchina, contro il Torino, Bernardeschi ha segnato la rete del momentaneo vantaggio.
Dopo la sosta per le nazionali, la trasferta di Lecce ha regalato due momenti importanti. Prima la spettacolare rovesciata di Riccardo Orsolini, realizzata poco prima del suo infortunio, e poi il primo gol in Serie A dell’olandese Enem. Quest’ultimo ha finalizzato un’azione rifinita da un assist di Cambiaghi, confermatosi uomo chiave nella creazione di occasioni.
Lo stesso Palladino ha recentemente analizzato le caratteristiche dei suoi centravanti. “Abbiamo tre punte centrali diverse tra loro”, ha dichiarato l’allenatore. “Enem ha ottime qualità tecniche e fisiche. Dovbyk è letale negli ultimi metri, sempre ben orientato. Piccoli, invece, è un giocatore che ha bisogno di attaccare la profondità”. Il tecnico ha sottolineato il suo approccio meritocratico, affermando che non esistono titolari fissi e che le scelte dipendono dal lavoro svolto in allenamento.
In vista della prossima sfida contro l’Inter, Palladino dovrà fare a meno di Orsolini, il cui posto verrà preso da Bernardeschi. Per il ruolo di centravanti, il ballottaggio tra Piccoli ed Enem è aperto, con l’attaccante italiano leggermente favorito, sebbene il tecnico abbia già dimostrato di saper sorprendere con le sue scelte. Nel frattempo, si attende ancora il primo gol stagionale di Mbangula e dello stesso Cambiaghi, finora re degli assist ma a secco di reti.













