Lo Spazio b5 di Bologna ospiterà, a partire dal 19 marzo 2026, la mostra fotografica “Discendere o Salire” di Andrea Borzatta, un viaggio visivo e introspettivo attraverso i paesaggi del Cile. L’esposizione, curata dall’architetto Lorena Zúñiga Aguilera, presenterà al pubblico ventuno opere che mettono in dialogo le atmosfere della Patagonia e del deserto cileno.
Il lavoro di Borzatta trasforma la documentazione geografica in un’esperienza corporea e poetica, dove la natura diventa specchio della coscienza. Il titolo stesso evoca due movimenti che definiscono la nostra relazione con lo spazio: il “discendere” è un abbandono che prepara all’incontro con il vuoto, un ritorno metaforico al grembo della terra; il “salire”, invece, è un esercizio di volontà e misura, una tensione ritmica tra il corpo e l’ambiente circostante.
Secondo il testo critico di Lorenzo Gresleri, di fronte alle proporzioni smisurate della natura cilena, la percezione umana si dilata fino a smarrire il senso dell’io. L’individuo si interroga sulla propria forza di fronte a un orizzonte così ampio. Le fotografie, quindi, non sono solo finestre su un luogo, ma soglie che invitano a un’esplorazione interiore, un “deconfinamento intimo” per abitare un vuoto necessario alla riflessione.
Gresleri ha evidenziato come nelle immagini di Borzatta il frammento si faccia sintesi. Un dettaglio apparentemente minore, come una foglia o un riflesso sull’acqua, racchiude già la totalità del paesaggio e la sua legge. Questi dettagli diventano punti di passaggio per accedere a un “altrove”, dove la visione si trasforma in esperienza vissuta.
La curatrice Lorena Zúñiga Aguilera ha rafforzato questo concetto, spiegando che le fotografie non descrivono un luogo, ma lo aprono. “Il lontano diventa estraneo. L’estraneo, lentamente, diventa vicino”, ha affermato. Il paesaggio cessa di essere un elemento esterno e si trasforma in un territorio dell’anima, uno spazio interiore dove lo spettatore può entrare e respirare tra pieni e vuoti.
Anche l’uso del colore è fondamentale per esprimere l’essenza dei luoghi. I monocromi freddi e i toni azzurri della Patagonia comunicano un senso di immobilità, come se il tempo si fosse fermato. Al contrario, nel deserto il colore insiste: le ocre diluite e le terre consumate dalla luce rendono la distanza un’esperienza fisica, costringendo lo sguardo a rallentare.
“Attraverso l’obiettivo riesco a fermare il tempo e a trasformare attimi fugaci in storie visive profonde”, ha precisato lo stesso Borzatta, sottolineando come ogni suo scatto diventi un racconto e un momento di connessione che va oltre il linguaggio.
L’inaugurazione ufficiale si terrà sabato 21 marzo alle ore 18:00. La mostra resterà aperta fino al 30 marzo 2026 presso lo Spazio b5 in Vicolo Cattani 5b. Sarà visitabile dal martedì al sabato, dalle 16:00 alle 19:00, o su appuntamento, e gode del patrocinio del Consolato Onorario del Cile per l’Emilia-Romagna.



















