L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un aggiornamento cruciale alla sua guida sul “Bonus Mobili ed Elettrodomestici”, introducendo una modifica sostanziale che impatterà i contribuenti a partire dal 1° gennaio 2025. Il chiarimento riguarda l’impossibilità di collegare l’acquisto di arredi alla sostituzione di caldaie alimentate a combustibili fossili.
Questa novità normativa segna la fine di una prassi consolidata, che permetteva di usufruire della detrazione fiscale del 50% per mobili e grandi elettrodomestici a fronte di un intervento di ristrutturazione edilizia, quale la sostituzione dell’impianto di climatizzazione invernale.
Nel dettaglio, la versione rivista del vademecum specifica che le spese sostenute dal 2025 per l’installazione o la sostituzione di caldaie tradizionali, come quelle a gas o a petrolio, non sono più considerate un intervento trainante valido per accedere al Bonus Mobili. Questo cambiamento è stato formalizzato per allineare le agevolazioni fiscali agli obiettivi di transizione ecologica.
Il testo della guida aggiornata è inequivocabile: “Si ricorda che dal 1° gennaio 2025 non sono più detraibili, ai sensi dell’articolo 16-bis del Tuir, le spese per gli interventi di sostituzione (o di nuova installazione) degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie uniche alimentate a combustibili fossili e, dunque, da tale data non è possibile fruire del bonus per l’acquisto di mobili collegati ai predetti interventi”.
Di conseguenza, chi aveva pianificato di abbinare l’acquisto di arredi alla sostituzione di una caldaia a condensazione tradizionale nel 2025, non potrà più inserire tale spesa nella propria dichiarazione dei redditi per ottenere il beneficio fiscale. Rimangono invece tutelati i contribuenti che hanno effettuato l’intervento trainante e le relative spese per l’arredamento entro il 31 dicembre 2024.
Tuttavia, lo stop non è generalizzato. La possibilità di accedere al Bonus Mobili rimane valida per chi realizza interventi volti all’efficienza energetica tramite l’installazione di sistemi a fonti rinnovabili. Questi continuano a essere considerati lavori trainanti.
Le tecnologie che ancora garantiscono l’accesso all’agevolazione includono: pompe di calore, anche in sistemi ibridi integrati con caldaie a condensazione; generatori a biomassa; sistemi di microcogenerazione; e pompe di calore ad assorbimento a gas. Se questi interventi rientrano nel perimetro del bonus ristrutturazioni, sarà ancora possibile richiedere lo sconto fiscale del 50% sugli arredi.
Questa modifica regolamentare impone ai contribuenti una maggiore attenzione nella pianificazione dei lavori. È diventato fondamentale verificare la tipologia di impianto da installare e distinguere con precisione le date in cui vengono sostenute le spese. La scelta di orientarsi verso soluzioni energetiche sostenibili non solo preserverà i vantaggi fiscali, ma rappresenterà anche un passo concreto verso la riqualificazione del patrimonio edilizio in linea con la direttiva europea sulle “Case Green”.




















