Bussolengo: arrivati i pesci con i polmoni

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Sopravvivenza estrema
Sopravvivenza estrema

Due nuovi esemplari di protottero africano sono i nuovi ospiti del Parco Natura Viva di Bussolengo. Si tratta di creature straordinarie, appartenenti a una delle sole sei specie di pesci esistenti al mondo dotate di un doppio sistema respiratorio: possiedono infatti sia le branchie, per respirare sott’acqua, sia i polmoni, per assorbire ossigeno direttamente dall’aria.

Questa eccezionale capacità ha garantito loro un posto d’onore in “House of Dragons”, il padiglione del parco dedicato ai più incredibili fenomeni evolutivi. Qui vivono accanto ad altri simboli di adattamento, come l’anaconda e le lontre giganti, le testuggini giganti delle Seychelles e i maestosi draghi di Komodo, le lucertole più grandi del pianeta.

Il protottero, con il suo corpo allungato e le pinne sottili che ricordano piccoli arti, rappresenta una linea evolutiva che risale a oltre 400 milioni di anni fa. La sua abilità di sopravvivere in ambienti ostili è quasi leggendaria e dimostra una delle strategie più efficaci mai sviluppate nel regno animale.

“Quando i fiumi, i laghi e le pianure alluvionali dell’Africa subsahariana iniziano a prosciugarsi durante la stagione secca, il protottero mette in atto una strategia di sopravvivenza unica”, ha spiegato Marco Benini, keeper di “House of Dragons”. “Si infossa nel fango e secerne un bozzolo protettivo intorno a sé, entrando in uno stato di letargo noto come ‘estivazione'”.

Questa condizione, simile a un’ibernazione estiva, può durare anche per diversi mesi. “Durante questo periodo di attesa”, ha proseguito Benini, “l’animale continua a respirare aria grazie ai suoi polmoni, rimanendo in vita fino al ritorno delle piogge e al ripristino del suo habitat acquatico”.

Nel loro nuovo acquario al Parco Natura Viva, i due prototteri vivono su un fondo sabbioso, circondati da una fitta vegetazione. Questo ambiente è stato progettato per consentire loro di sostare tra i rami o di appoggiarsi alle rocce per risalire agevolmente in superficie quando hanno bisogno di respirare.

“Sono animali che nuotano lentamente, con movimenti sinuosi che possono ricordare quelli di un’anguilla”, ha concluso l’esperto. “Utilizzano le loro sottili pinne filiformi come piccoli appoggi per spostarsi tra il fondale e le piante. Anche una volta saliti in superficie, ridiscendono con la stessa lentezza, lasciandosi cullare dalle ondulazioni del corpo fino a tornare sul fondo”.

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