Calcio: la sostenibilità non è austerità, è business

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Cronache Mercato
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Come possono conciliarsi il calcio professionistico e i principi di sostenibilità ESG? Soprattutto, come si può dimostrare che la sostenibilità non è un sinonimo di austerità, ma una leva strategica per attrarre nuove opportunità? A queste domande ha risposto un evento SFS Snack che si è tenuto a Milano.

L’incontro ha visto la partecipazione di figure chiave come Lega Serie A, AC Milan, Napoli Women e diversi brand partner, tutti impegnati a trasformare il mondo del calcio in un settore realmente sostenibile, non solo sul piano dei costi economici dei club.

Attraverso due sessioni tematiche, il confronto ha analizzato in che modo l’allineamento tra i principi ESG (Environmental, Social, Governance), l’identità del marchio e le strategie di sponsorship possa rafforzare la fiducia degli stakeholder. L’obiettivo è creare e valorizzare le partnership, generando risultati concreti per ampliare il business.

Per club, leghe e federazioni, la sfida è superare la semplice conformità alle normative. Si punta a trasformare la trasparenza e una governance responsabile in veri e propri vantaggi competitivi, capaci di differenziare il proprio brand e incrementare il ritorno sugli investimenti all’interno dell’ecosistema sportivo.

Gli esempi presentati hanno confermato l’efficacia di questo approccio e certificato come la spinta verso tali tematiche stia dando frutti importanti. L’AC Milan ha illustrato il caso della sua collezione moda “Sunday Stadium Crew”, realizzata con una filiera produttiva certificata e comunicata in modo trasparente tramite QR code sui capi, dimostrando come l’attenzione all’ambiente possa diventare un prodotto di successo.

Per il Napoli Women, club indipendente dalla sua controparte maschile, la sostenibilità rappresenta un potente strumento di differenziazione. Questa identità ha permesso di attrarre partnership di lungo periodo, come quella con il brand svedese Craft. Un altro esempio significativo è stato fornito da AWS (Amazon Web Services), i cui servizi cloud hanno permesso alla Bundesliga di ridurre l’impatto ambientale della produzione video di oltre 100 tonnellate.

Questo passaggio, comunque, diventerà presto obbligatorio per molte realtà, data la crescente attenzione dell’Unione Europea verso il fenomeno del “greenwashing”. Le nuove normative, come la direttiva EmpCo, prevedono infatti sanzioni elevate per chi comunica in modo ingannevole il proprio impegno, rendendo la transizione verso una sostenibilità autentica non più una scelta, ma una necessità strategica.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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