Giovanni Carnevali, nuovo amministratore delegato della Juventus, ha tracciato la rotta del club in un intervento al Festival dello Sport di Trento. Il dirigente ha delineato una strategia che unisce l’ambizione di tornare a vincere con la necessità di garantire la sostenibilità economica, sottolineando il ruolo cruciale della qualificazione in Champions League.
Carnevali ha raccontato le emozioni del suo passaggio dal Sassuolo alla Juventus, un cambiamento tanto rapido da sorprendere persino l’allora tecnico neroverde Aquilani. “Il mio primo pensiero è andato al Sassuolo, dove ho lavorato per 13 anni costruendo qualcosa di straordinario. In quel momento ho pianto”, ha confessato. Ha poi espresso gratitudine verso la proprietà, in particolare John Elkann: “È un uomo straordinario che crede nella società. Tutti noi dobbiamo fare qualcosa in più per essere riconoscenti verso di lui”.
Il dirigente ha affrontato il tema degli obiettivi sportivi, ribadendo il DNA vincente del club. “Quello che conta è vincere, non ci accontentiamo del quarto posto”, ha dichiarato. Tuttavia, ha spiegato come il calcio moderno sia diventato più business che sport: “Si parla sempre di quarto posto perché se arrivi in Champions è una cosa, altrimenti è un bagno di sangue dal punto di vista economico”.
Carnevali ha sottolineato che la squadra è già competitiva, ma ha bisogno di tempo dopo i molti cambiamenti estivi. “Sappiamo da dove siamo partiti e cosa stiamo facendo. Vogliamo ottenere qualcosa di straordinario grazie ai sacrifici di tutti, però per vincere serve un percorso e non è semplice”.
Sul fronte del mercato, la linea è chiara: puntare su giovani di prospettiva da valorizzare. L’AD ha citato l’acquisto del fantasista bosniaco Alajbegovic come esempio. “Dobbiamo pensare a giocatori che possano essere rivenduti in futuro a cifre importanti, perché è difficile competere per i top player che richiedono investimenti enormi”. Ha rivelato che per Alajbegovic è stata superata un’offerta superiore del Chelsea, evidenziando le difficoltà nel competere con la potenza economica dei club di Premier League.
Riguardo a possibili cessioni illustri a luglio, Carnevali è rimasto cauto: “Vogliamo una squadra competitiva, ma abbiamo limiti che dobbiamo rispettare. Vedremo come si evolverà il mercato. Per adesso siamo concentrati a fare risultati”.
Infine, il dirigente ha offerto alcune considerazioni su altre figure del calcio italiano. Ha definito Antonio Conte “un amico e un allenatore top”, ma ha precisato che “non è mai stato nei nostri pensieri”. Ha poi elogiato Luciano Spalletti, definendolo “uno capace, uno che insegna calcio”. Su Beppe Marotta, suo omologo all’Inter, ha parlato di amicizia ma anche di forte rivalità professionale, descrivendo le trattative passate come “massacranti”.






