MADDALONI – L’ondata di rincari e il carovita continuano a picchiare duro sulle fasce più fragili, trasformando le difficoltà quotidiane di tanti nuclei familiari in una vera e propria emergenza sociale. A Maddaloni la fotografia di questa drammatica realtà si compone ogni settimana lungo i marciapiedi di corso I Ottobre, dove oltre 70 famiglie si mettono in fila (nella foto) con composta dignità per accedere agli aiuti alimentari dell’Emporio della Solidarietà e della Legalità Angela Eliseo e Domenico De Lucia, ospitato all’interno di un immobile confiscato alla camorra. Una situazione complessa da gestire per le donne e gli uomini dell’associazionismo locale, che si trovano ad affrontare un picco improvviso di richieste a fronte di scorte di generi di prima necessità che rischiano drammaticamente di scarseggiare. La crisi economica non risparmia le famiglie monoreddito, i lavoratori che hanno perso gli ammortizzatori sociali e gli anziani con pensioni minime, costretti a compiere scelte estreme tra il pagamento dell’affitto o delle bollette e l’acquisto del cibo per i propri figli.
A dar voce a questo dolore sordo è il grido disperato di una madre maddalonese, stretta nella morsa della disoccupazione del marito e scissa tra la vergogna della rinuncia e la necessità di garantire un pasto dignitoso alla propria casa. Di fronte al costante aumento dei bisogni, i volontari dell’Emporio lanciano un appello all’intera comunità e alle istituzioni territoriali, affinché non si lasci solo chi opera in prima linea. Sebbene la struttura rappresenti un presidio fondamentale di sostegno e riscatto civile, la sola solidarietà del terzo settore non può supplire a un problema strutturale di così ampie proporzioni. Diventa urgente e non più rinviabile un intervento delle autorità per sostenere la rete dei beni confiscati e offrire risposte concrete, evitando che la dignità delle persone debba continuare a fare la fila sul marciapiede.






