Casette per libri: il bookcrossing diventa ecologico

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Cultura sostenibile
Cultura sostenibile

Le casette dei libri sono piccole biblioteche di comunità, spesso realizzate in legno o vetro, che hanno trovato posto in parchi, piazze e marciapiedi di tutta Italia. L’idea alla base è semplice e potente: promuovere la lettura attraverso lo scambio gratuito di volumi, dando vita a un circolo virtuoso di cultura condivisa.

Il meccanismo è accessibile a tutti. Chiunque può avvicinarsi, aprire lo sportello e prendere un libro che lo ispira. L’invito, non obbligatorio ma parte integrante della filosofia del progetto, è quello di lasciare un altro volume al suo posto, per alimentare la catena della condivisione. Questo sistema si lega strettamente al fenomeno del bookcrossing, che permette di seguire il viaggio dei propri testi attraverso un codice identificativo unico.

La loro diffusione è capillare e non conosce confini geografici. Esempi si trovano nelle grandi metropoli, come a Roma nei parchi di Torpignattara e Tor Sapienza, o a Firenze in giardini pubblici come quello del Campo di Marte e dell’Anconella. Anche Milano partecipa attivamente, con iniziative come la Corbetta Free Library, la prima casetta al mondo gestita da una biblioteca pubblica.

Ma il fenomeno non si ferma alle città. Numerosi piccoli centri hanno adottato l’iniziativa con entusiasmo. Ad Albignasego, vicino Padova, un comitato locale ha installato 14 casette decorate da artisti. Sul lago di Como, un percorso di 12 km ne collega ben 16, mentre a Budoia, in Friuli, sono dedicate alle tradizioni locali. Altri esempi virtuosi si trovano a Varese, Lastra a Signa e Sondalo, in Valtellina.

Per orientarsi in questa rete sempre più fitta, la tecnologia offre un valido supporto. Esistono app dedicate come “Little Free Library” su scala internazionale e “Le Casette dei Libri” per l’area di Parma, che permette anche di registrare i libri scambiati tramite il codice ISBN. La pagina Facebook “Lascia un libro, prendi un libro” offre inoltre una mappa interattiva con oltre 2.700 punti di scambio segnalati in tutta la penisola.

Il valore di queste strutture risiede anche nella loro sostenibilità. Molte nascono dal riciclo creativo, un approccio che chiunque può replicare. Per costruire una propria mini-libreria è possibile riutilizzare materiali semplici, come quattro cassette della frutta in legno. Il procedimento è alla portata di tutti: basta levigarle, verniciarle e assemblarle in verticale con delle viti.

Per proteggere i contenuti dalle intemperie, si possono aggiungere due sportelli per i ripiani superiori e un piccolo tetto in metallo. Sebbene una struttura di questo tipo sia più adatta a luoghi riparati, dimostra come un oggetto di scarto possa trasformarsi in un presidio culturale, unendo il rispetto per l’ambiente all’amore per la lettura e la comunità.

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