Caso Rocchi, convocato il referee manager dell’Inter

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L’inchiesta sul mondo arbitrale italiano ha aperto un nuovo fronte, concentrandosi sulla figura del club referee manager. Questo professionista, ingaggiato dalle società, cura le relazioni con la classe arbitrale, spiega le novità regolamentari ai giocatori e gestisce l’accoglienza della terna nelle partite casalinghe.

Una regola fondamentale, però, vieta a questa figura di avere contatti diretti con il designatore arbitrale. Per ogni comunicazione ufficiale, il canale corretto è l’incaricato nominato dalla FIGC, Andrea De Marco, che gestisce le relazioni con i club di Serie A e B.

In questo contesto, l’attenzione della Procura di Milano si è concentrata su Giorgio Schenone, referee manager dell’Inter. Il suo nome sarebbe emerso in un’intercettazione che coinvolge il designatore Gianluca Rocchi. Il pm Walter Ascione lo ha quindi convocato per ascoltarlo come persona informata sui fatti; al momento, Schenone non risulta indagato.

Schenone lavora per l’Inter dal 2020, dopo una carriera di undici anni come assistente arbitrale tra Serie A e B. In passato ha spesso fatto parte di terne dirette proprio da Rocchi, con cui avrebbe avuto un rapporto professionale consolidato.

L’audizione di Schenone non sarà un caso isolato. La Procura ha pianificato di ascoltare anche altri professionisti con lo stesso ruolo in diverse squadre di Serie A, per comprendere a fondo compiti e limiti operativi. La Lazio, ad esempio, ha affidato l’incarico a Riccardo Pinzani, la Juventus ha scelto Riccardo Maggiani e il Parma ha ingaggiato Lorenzo Manganelli.

L’indagine è scaturita da una serie di esposti presentati a partire da ottobre 2024. Tra i primi, quelli dell’avvocato Michele Croce e dell’ex arbitro Domenico Rocca, a cui si sarebbe aggiunta la testimonianza dell’ex collega Eugenio Abbattista. Gli inquirenti hanno ricevuto numerose altre segnalazioni, principalmente da arbitri ed ex arbitri.

Il nucleo delle accuse ruota attorno a un presunto sistema di favoritismi che sarebbe stato gestito da Rocchi. Secondo le denunce, gli arbitri a lui vicini avrebbero ricevuto promozioni e incarichi di prestigio, mentre gli altri sarebbero stati penalizzati o emarginati.

Nelle scorse settimane, il pm Ascione ha già interrogato altre figure. L’ex supervisore VAR Andrea Gervasoni è stato sentito per quattro ore, mentre in precedenza erano stati convocati Luigi Nasca e Valerio Di Vuolo, entrambi indagati. I due erano VAR e AVAR in Inter-Verona del 6 gennaio 2024, uno degli episodi al centro dell’inchiesta. Il designatore Gianluca Rocchi, invece, ha scelto di non presentarsi davanti ai magistrati.

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