Cassino, maltratta due cani: condannato a 4 mesi

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Maltrattamento animali
Maltrattamento animali

Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, Domenico Di Croce, ha emesso una sentenza di condanna per il reato di maltrattamento di animali, come previsto dall’articolo 544-ter del Codice Penale. Un cittadino del posto è stato condannato a quattro mesi di reclusione.

La pena, inizialmente fissata a sei mesi, è stata ridotta in seguito al patteggiamento. All’imputato, che era incensurato, è stata concessa la sospensione condizionale. Il giudice ha inoltre disposto la confisca definitiva dei due cani vittime delle violenze, affidandoli in modo permanente all’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa).

I fatti risalgono al dicembre precedente, quando i volontari della sezione Enpa di Cassino hanno ricevuto una segnalazione e hanno allertato le autorità competenti. Il sopralluogo, condotto dalla Polizia Locale insieme ai veterinari dell’Azienda Sanitaria Locale, ha rivelato una situazione di estrema gravità.

Due cani, che in seguito sono stati chiamati Fortunato e Margherita, sono stati trovati in condizioni drammatiche. Erano legati con catene molto corte, senza accesso a cibo o acqua e lasciati esposti alle intemperie. Gli animali si trovavano in un evidente stato di malnutrizione e deperimento fisico.

Sulla base degli accertamenti veterinari, il magistrato di turno ha ordinato l’immediato sequestro degli animali e il loro affidamento temporaneo all’Enpa. Da quel momento è iniziato un percorso di recupero lungo e delicato, portato avanti grazie all’impegno quotidiano dei volontari e al supporto dei veterinari.

Le condizioni di Fortunato, in particolare, erano critiche: era gravemente anemico, debilitato da un digiuno prolungato e mostrava segni di profonda sofferenza anche a livello comportamentale. Con il passare del tempo, grazie a cure specifiche e terapie mirate, entrambi i cani hanno progressivamente recuperato la salute fisica e la fiducia negli esseri umani.

Fortunato e Margherita sono stati completamente riabilitati e hanno trovato una nuova vita grazie all’adozione. Ora vivono in famiglie che li hanno accolti con amore e rispetto, lontani definitivamente da chi li aveva ridotti in fin di vita. La loro storia dimostra che il recupero è possibile, ma sottolinea anche la necessità di punire i responsabili.

Per l’Enpa, questa sentenza rappresenta un precedente importante. L’associazione ha ribadito che chi maltratta un animale non deve sentirsi invisibile o pensare di poter agire con indifferenza. Sebbene una pena di quattro mesi di reclusione, pur con la sospensione, non possa cancellare la sofferenza inflitta, essa afferma un principio fondamentale: il maltrattamento è un reato penale. L’ente ha annunciato che continuerà a denunciare questi episodi e a costituirsi parte civile.

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