La tutela dell’ambiente passa anche dalle nostre scelte a tavola. In un mondo dominato da monocolture intensive, la riscoperta e il consumo di varietà agricole antiche rappresentano un atto concreto di resistenza ecologica. Un esempio virtuoso è il Cedro di Diamante, coltivato lungo la Riviera dei Cedri in Calabria, un’eccellenza che incarna la ricchezza del patrimonio agroalimentare italiano e la lotta per la conservazione della biodiversità.
Scegliere questo agrume significa sostenere una filiera corta, un’agricoltura rispettosa dei cicli naturali e le piccole comunità di contadini che da generazioni ne sono custodi. Valorizzarlo in cucina, con preparazioni semplici e a basso impatto, è il modo migliore per trasformare un pasto in un gesto di sostenibilità.
Proponiamo qui tre preparazioni che esaltano la sua polpa aromatica e carnosa, dimostrando come un ingrediente della tradizione possa diventare protagonista di una cucina moderna, sana e consapevole.
La prima proposta abbina la nota piacevolmente amara del cedro con la dolcezza del mandarino. Per realizzarla, è necessario mezzo cedro, due mandarini, un pizzico di zucchero e qualche foglia di menta fresca. Si inizia sbucciando il cedro, avendo cura di eliminare solo la parte gialla esterna, e riducendo la polpa a dadini. Successivamente, si sbucciano i mandarini e si tagliano a rondelle.
Gli agrumi vanno disposti in un piatto, cosparsi con una minima quantità di zucchero per bilanciare i sapori e guarniti con foglioline di menta. Per un risultato ottimale, si consiglia di far riposare il tutto in frigorifero per circa un’ora prima di servire.
La seconda versione suggerisce un abbinamento con il pesce, ideale per un piatto unico e nutriente. Gli ingredienti sono mezzo cedro, una scatoletta di tonno (preferibilmente da pesca sostenibile certificata), due cipollotti, sale, pepe e olio extravergine d’oliva. La preparazione è rapida: il cedro va sbucciato e affettato sottilmente.
I cipollotti, dopo essere stati lavati, si tagliano a rondelle. Le fette di cedro si dispongono sul fondo di un piatto, si aggiungono i cipollotti e il tonno sgocciolato. Si condisce il tutto con olio, sale e pepe. Per arricchire il piatto, si possono aggiungere olive o capperi.
Infine, una variante interamente vegetale che celebra i prodotti della terra. Servono un cedro, un finocchio, una cipolla rossa di Tropea e olive verdi. Tutti gli ingredienti principali vanno tagliati a dadini o a listarelle sottili, mentre la cipolla viene affettata finemente.
Si unisce tutto in una ciotola e si condisce generosamente con olio extravergine d’oliva e un pizzico di sale. L’aggiunta delle olive verdi conferisce una nota sapida che completa perfettamente il profilo gustativo di questa preparazione fresca e salutare.
Queste semplici idee dimostrano come la cucina possa diventare uno strumento per la salvaguardia del nostro pianeta. Preferire prodotti locali e di stagione, come il cedro calabrese, non solo arricchisce la nostra dieta, ma contribuisce attivamente a proteggere un ecosistema agricolo prezioso e a promuovere un modello di consumo più giusto e responsabile per il futuro.



















