Certificati medici falsi, condanna per l’ex capo del dipartimento di salute mentale e altri 4 imputati

La Procura aveva chiesto 7 anni e 8 mesi per Carizzone, ma il Tribunale ha deciso una pena più lieve assolvendolo dall'accusa di corruzione

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CASERTA – Condanna in primo grado per Luigi Carizzone, 73enne ex direttore del dipartimento di salute mentale dell’Asl di Caserta. Il Tribunale di Napoli Nord gli ha inflitto 3 anni di reclusione, rispetto ai 7 anni e 8 mesi richiesti dalla Procura. Carizzone, difeso dagli avvocati Raffaele Costanzo e Giovanni Cantelli, è stato ritenuto colpevole di false attestazioni in atti destinati all’autorità giudiziaria.
Stessa imputazione per Vincenzo Bianco, 57enne di Mugnano di Napoli, e l’avvocato Pierangelo Della Morte, 53enne di Napoli, condannati a 2 anni ciascuno, difesi rispettivamente dagli avvocati Salvatore Palumbo e Giuseppe Toraldo. Secondo l’accusa, Carizzone avrebbe redatto una perizia medico-legale a favore di Bianco, su richiesta dell’avvocato Della Morte, senza effettuare una visita medica, attestando uno stato psicologico alterato.
Condanna anche per Vincenzo Grella (1 anno), 64enne di Aveersa, e Pierluigi Grella (8 mesi), 30enne, entrambi di Aversa. In questo caso, Carizzone avrebbe prodotto un certificato falso per Pierluigi Grella, dichiarandolo esente da psicopatologie senza visita medica, documento utile per l’ottenimento di un porto d’armi.
Per Bianco, Della Morte e Carizzone era contestata anche la corruzione: la Procura sosteneva che Carizzone avesse ricevuto mille euro per la perizia falsa. Tuttavia, i giudici hanno assolto gli imputati da questa accusa.
Assolti anche Antonio D’Angelo, 54enne di Trentola Ducenta, Lucia Ortodosso, 30enne di Parete, e Valentino Di Michele, 66enne di Cesa, accusati di falso in relazione a un certificato medico rilasciato da Carizzone senza visita. Difesi dagli avvocati Franco Liguori, Gabriele Piatto e Arcangelo D’Alessio, sono stati dichiarati non colpevoli.

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

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