Christian Vieri si è raccontato dal palco del Festival dello Sport di Trento, ripercorrendo le tappe principali di una carriera vissuta sempre al massimo. L’ex attaccante ha iniziato dal suo passato in Australia, dove ha vissuto dai 4 ai 14 anni, prima di tornare in Italia con il sogno di giocare in Serie A e in Nazionale.
Il suo percorso lo ha portato presto in Spagna, all’Atletico Madrid, dove dopo un inizio difficile è esploso laureandosi capocannoniere della Liga nella stagione 1997-98 con 24 gol in altrettante partite. Un trampolino di lancio che lo ha consacrato a livello internazionale.
Subito dopo è arrivato il Mondiale del ’98 con l’Italia, terminato con l’amara eliminazione ai rigori contro la Francia. Successivamente è passato alla Lazio, dove un infortunio lo ha tenuto fuori per tre mesi. Con i biancocelesti ha vissuto la delusione per uno scudetto perso all’ultima giornata, ma anche la gioia della vittoria in Coppa delle Coppe, decisa da un suo gol in finale.
Il capitolo più significativo della sua carriera è stato però quello all’Inter. Vieri ha spiegato di aver accettato subito il trasferimento per realizzare il desiderio di giocare al fianco di Ronaldo, il Fenomeno. Il peso dei 90 miliardi di lire del suo cartellino si è fatto sentire, ma ha risposto sul campo con una tripletta all’esordio contro il Verona.
Nei suoi sei anni in nerazzurro, il più grande rimpianto è stato quello di aver giocato poco con Ronaldo, a lungo fermo per infortunio. Il momento più doloroso resta la sconfitta del 5 maggio 2002, quando l’Inter perse lo scudetto all’ultima giornata contro la sua ex squadra, la Lazio. “C’era tantissima pressione, lo stadio era tutto per noi”, ha ricordato.
Anche con la Nazionale ha vissuto momenti difficili, come l’eliminazione dal Mondiale del 2002 contro la Corea del Sud. Pur criticando l’arbitraggio di Moreno, Vieri ha assunto le sue responsabilità: “Avremmo dovuto batterli lo stesso, le occasioni le abbiamo avute”. Un altro grande rammarico è stato l’infortunio che, un mese e mezzo prima dei Mondiali del 2006, gli ha impedito di partecipare alla spedizione poi risultata vittoriosa in Germania.
L’ex bomber ha infine parlato della sua vita attuale, lontano dai campi da gioco. Ha descritto la felicità trovata con la moglie Costanza e le figlie Stella e Isabel, tornando a vivere in Italia dopo un periodo a Miami. Tra aneddoti sulla vita da genitore e le sue passioni, ha offerto un ritratto inedito e personale.







