Cilento: salvata una tartaruga intrappolata

16
Tartaruga salvata
Tartaruga salvata

Una giovane tartaruga marina, battezzata Pioppina, è stata salvata lungo la costa del Cilento, nel tratto compreso tra Casalvelino e Pioppi. L’esemplare è stato avvistato da alcuni cittadini che, notando la sua evidente difficoltà, hanno immediatamente allertato i volontari dell’Enpa di Salerno. In attesa dei soccorsi, gli stessi cittadini hanno fornito la prima assistenza, un gesto di grande sensibilità che si è rivelato fondamentale.

Al loro arrivo, i volontari si sono trovati di fronte a una scena purtroppo comune: l’animale era completamente aggrovigliato in un ammasso di cordame e altri materiali plastici. Questo fenomeno, noto come “entanglement”, rappresenta una delle principali minacce per la fauna marina. L’intrappolamento impedisce i movimenti, causa ferite profonde, abrasioni e, nei casi peggiori, può portare al soffocamento, all’annegamento o alla morte per inedia, non potendo più l’animale nutrirsi correttamente.

Dopo averla liberata con estrema cautela, i volontari dell’Enpa hanno provveduto a trasferire Pioppina al Centro di Recupero Tartarughe Marine della Stazione Zoologica Anton Dohrn di Portici. Si tratta di una struttura di eccellenza, specializzata nella cura e riabilitazione di questi rettili marini, dove l’animale ha subito ricevuto le prime cure veterinarie specialistiche.

I primi esami hanno rivelato un quadro clinico complesso. Oltre alle lesioni causate dall’intrappolamento, Pioppina presenta una malformazione congenita a una pinna anteriore, una condizione che potrebbe essere stata aggravata proprio dalla lotta per liberarsi dai rifiuti. Le sue condizioni di salute saranno monitorate attentamente nei prossimi giorni per definire un percorso di riabilitazione e valutare le sue possibilità di tornare in mare.

Il salvataggio di questa giovane Caretta caretta è un’occasione per ribadire un messaggio cruciale sulla responsabilità individuale e collettiva. Reti da pesca abbandonate (le cosiddette “reti fantasma”), lenze, sacchetti di plastica, cime e altri detriti dispersi o gettati in mare si trasformano in trappole mortali. Questi materiali possono persistere nell’ambiente per centinaia di anni, continuando a uccidere e mutilare delfini, balene, uccelli marini e, appunto, tartarughe.

La collaborazione dei cittadini è stata, in questo caso, decisiva. È importante ricordare che, in caso di avvistamento di un animale marino in difficoltà, la procedura corretta è contattare immediatamente la Capitaneria di Porto al numero 1530 o i centri di recupero autorizzati sul territorio. È fondamentale non tentare di liberare l’animale da soli, poiché un intervento inesperto potrebbe causargli ulteriori danni o stress.

Enpa Salerno ha espresso profonda gratitudine verso i cittadini che hanno segnalato e assistito Pioppina, dimostrando come la tutela dell’ambiente marino passi anche e soprattutto dalla sensibilità e dalla partecipazione attiva delle persone. La storia di Pioppina ci ricorda che ogni nostro gesto, come smaltire correttamente un rifiuto, ha un impatto diretto sulla sopravvivenza di innumerevoli creature e sulla salute del nostro mare.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome