Il panorama della mobilità urbana è profondamente mutato. Il divario di prezzo tra le city car a benzina, ibride ed elettriche si è ridotto a tal punto da rendere la scelta di acquisto più una questione di abitudini e sensibilità ambientale che di budget iniziale. Le differenze economiche, un tempo un ostacolo significativo, sono diventate sempre più sottili.
La quota di mercato dei veicoli elettrici ha registrato una crescita costante, spinta in parte dagli incentivi statali e da un cambiamento nella percezione dei consumatori. Gli automobilisti italiani hanno compreso che per gli spostamenti quotidiani in città, l’autonomia delle auto a batteria non costituisce più un limite invalicabile. Questa evoluzione si allinea con la strategia dell’Unione Europea, che punta a favorire la produzione continentale di piccole auto elettriche a prezzi competitivi.
Un’analisi della classifica delle dieci automobili più economiche sul mercato italiano ha confermato questa tendenza. In prima posizione si è collocata la Fiat Pandina con motorizzazione mild hybrid. Subito dopo, però, si è posizionata un’auto completamente elettrica: la Dacia Spring, disponibile a un prezzo di listino di 12.900 euro. Al terzo posto la Dacia Sandero in versione benzina/GPL, a dimostrazione di come le principali motorizzazioni competano ormai sullo stesso piano.
Scendendo nel dettaglio, i dati hanno rivelato che la gerarchia dei costi non è più scontata. Un esempio lampante è la Dacia Spring (elettrica) che, con i suoi 12.900 euro, risulta più economica di diversi modelli ibridi, tra cui la Fiat Grande Panda (mild hybrid, 15.950 euro) e la Suzuki Swift (mild hybrid, 16.590 euro).
Anche un’altra vettura a batteria, la Leapmotor T03, con un prezzo di 15.900 euro si è dimostrata più conveniente della Suzuki Swift. La sovrapposizione è evidente anche osservando i modelli full hybrid: la MG3 Hybrid+ si posiziona a 14.850 euro, un costo superiore alla Spring elettrica ma inferiore a quello della Swift ibrida. La quasi identità di prezzo tra la Leapmotor T03 e la Fiat Grande Panda ha ulteriormente rafforzato questa convergenza.
In conclusione, i dati del mercato hanno reso evidente che la barriera economica per l’adozione di una city car elettrica si è notevolmente abbassata. La scelta di un veicolo per l’uso urbano è diventata un’opportunità per privilegiare la sostenibilità, dal momento che diversi modelli a zero emissioni sono ora più convenienti di molte alternative ibride o a benzina.





















