Clima, allarme afa: coinvolte 4 miliardi di persone

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Calore estremo
Calore estremo

Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature Sustainability, ha lanciato un avvertimento cruciale per il futuro del pianeta. Se la temperatura globale dovesse salire di 2°C sopra i livelli preindustriali, uno scenario purtroppo realistico, il numero di persone che vivranno in condizioni di calore estremo raddoppierà entro il 2050.

Questa ricerca rappresenta l’analisi più dettagliata mai condotta su come e quando le diverse regioni del mondo dovranno affrontare temperature eccezionali. Attraverso complesse simulazioni al computer, gli scienziati hanno creato una mappa precisa delle aree che verranno maggiormente colpite, stimando l’aumento dei giorni di caldo insopportabile che dovranno sopportare ogni anno.

Per quantificare il fenomeno, lo studio ha utilizzato un indicatore chiamato “cooling degree days” (CDD), o gradi giorno di raffrescamento. Questa misura calcola di quanti gradi un luogo è più caldo rispetto a una temperatura di riferimento, fissata a 18°C. Un valore CDD elevato indica un maggiore fabbisogno di aria condizionata. I ricercatori hanno definito “calore estremo” una condizione che supera i 3.000 CDD annuali, situazione in cui il raffrescamento artificiale diventa una necessità per gran parte dell’anno.

I risultati sono allarmanti: quasi metà della popolazione mondiale sarà travolta da ondate di afa. La differenza più marcata rispetto alla situazione attuale sarà percepita nei Paesi del nord, storicamente non abituati a climi torridi e con infrastrutture inadeguate a gestirli.

Con un aumento di +2°C rispetto ai livelli preindustriali, i giorni di caldo rovente raddoppieranno in nazioni come l’Austria e il Canada. L’impatto sarà ancora più severo altrove, con un incremento del 150% nel Regno Unito, in Svezia e in Finlandia, del 200% in Norvegia e addirittura del 230% in Irlanda.

A livello globale, il numero di persone colpite da queste condizioni passerà dagli attuali 1,54 miliardi a 3,79 miliardi. Questa cifra corrisponderà al 41% della popolazione mondiale stimata per il 2050, delineando uno scenario di crisi sanitaria e sociale su vasta scala.

Le simulazioni hanno anche rivelato un dato fondamentale: il cambiamento più significativo e rapido avverrà proprio attorno alla soglia di +1,5°C di riscaldamento, un punto che stiamo per raggiungere. Radhika Khosla, una delle autrici dello studio, ha sottolineato l’urgenza di un intervento immediato: «Dobbiamo agire molto prima, rafforzando le misure di adattamento e mitigazione».

I risultati di questa ricerca devono essere un campanello d’allarme per tutti. Superare la soglia di 1,5°C avrà effetti senza precedenti su ogni aspetto della nostra vita, dall’istruzione alla salute pubblica, dall’agricoltura ai flussi migratori.

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