Coldiretti e Comuni: accordo per la filiera corta

57
Sostenibilità agricola
Sostenibilità agricola

Coldiretti e l’Associazione Nazionale Comuni Italiani (ANCI) hanno siglato un’alleanza strategica per valorizzare il territorio e l’agricoltura sostenibile. L’accordo si concentrerà sullo sviluppo delle filiere corte, un modello essenziale per la sopravvivenza dei piccoli comuni, dove viene realizzata oltre il 90% delle produzioni a denominazione di origine.

L’obiettivo è duplice: da un lato, contrastare lo spopolamento delle aree interne, dove si trova la metà degli agriturismi italiani; dall’altro, rafforzare il ruolo dei mercati di Campagna Amica. Questi spazi si sono già evoluti da semplici luoghi di vendita a veri e propri centri di incontro, formazione e informazione, costruendo un solido rapporto di fiducia tra produttori e consumatori.

Il progetto prevede di trasformare i mercati in punti di riferimento per la comunità, promuovendo la conoscenza dell’origine dei prodotti. Conoscere chi e come produce un alimento è il primo passo verso la trasparenza e la creazione di un legame diretto con il territorio. Questa sinergia con i comuni permetterà anche di riqualificare strutture abbandonate, portando nuove attività in contesti di degrado sociale.

Un capitolo fondamentale dell’iniziativa riguarda il nesso tra agricoltura e salute. Sull’esempio della collaborazione con il Policlinico Gemelli, Campagna Amica porterà i suoi mercati anche in altri ospedali. L’iniziativa mira a sensibilizzare sull’importanza di una corretta alimentazione per prevenire le malattie non trasmissibili, in linea con gli Obiettivi dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite.

La consapevolezza partirà dalle fondamenta, con un programma di educazione alimentare nelle scuole. L’approccio andrà oltre la semplice nutrizione, abbracciando un concetto più ampio di “educazione rurale”: insegnare ai bambini il ciclo produttivo e il valore che si nasconde dietro ogni prodotto agricolo. I più piccoli diventeranno così ambasciatori di uno stile di vita sano anche presso le loro famiglie.

L’accordo affronterà anche il tema della trasparenza in etichetta. Coldiretti ha ribadito la necessità di una normativa che definisca “italiano” solo un prodotto la cui intera filiera, dalla coltivazione alla trasformazione, si sia svolta nel Paese. La richiesta è quella di applicare le stesse regole a tutti i prodotti che entrano nel mercato europeo, per garantire una concorrenza leale e tutelare i consumatori.

Infine, l’impegno si estende al campo sociale, con una forte attenzione ai disturbi del comportamento alimentare, una problematica in crescita tra i giovanissimi. Promuovere il cibo sano non come un privilegio ma come un diritto universale diventerà uno strumento per seminare conoscenza, coscienza e speranza per il futuro.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome