Como, Fàbregas: “No all’Inter. Preferisco crescere qui”

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Cronache Mercato
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Dal palco del Festival dello Sport di Trento, l’allenatore del Como Cesc Fàbregas ha ripercorso le tappe della sua rapida ascesa, spiegando le ragioni dietro la sua permanenza sul Lario, una scelta che ha definito “di pancia più che di testa”.

Interrogato su un presunto no all’Inter nell’estate del 2025, il tecnico spagnolo ha confermato la sua decisione, motivandola non con la paura, ma con una visione precisa. Ha sottolineato l’importanza del tempo, un lusso raramente concesso agli allenatori. A Como ha trovato una visione chiara e una fiducia reciproca con la dirigenza, elementi che lo hanno convinto a far crescere l’identità del club prima di considerare altri palcoscenici.

La filosofia del club lariano è chiara: puntare su giocatori giovani e “affamati”, con il desiderio di raggiungere club come Real Madrid e Barcellona. “Preferisco uno con meno talento, ma con una fame incredibile di fare carriera rispetto a chi arriva con un grande passato”, ha spiegato, evidenziando come questo approccio sia fondamentale per la crescita della squadra. La mentalità, per lui, fa la differenza nella vita e nel calcio.

Il legame con i suoi giocatori è un punto centrale del suo lavoro. “Tanti ragazzi sono venuti a Como per me”, ha ammesso, citando giovani come Nico Paz, arrivato dal Real Madrid Castilla, che hanno riposto la loro fiducia in lui. “Quando li vedo, non posso andare in altre squadre: mi sento in debito. Si sono fidati di me e ora devo dare loro tutta la mia vita. Per me sono il mio scudetto”.

Riguardo al suo percorso formativo, ha ricordato l’esperienza con Antonio Conte al Chelsea. Ha descritto l’approccio tattico maniacale del tecnico italiano come inizialmente “pesante”, ma fondamentale per la sua crescita. “Nessuno mi aveva mai detto dove dovessi passare la palla”, ha raccontato, spiegando come quella cura del dettaglio lo abbia profondamente influenzato, a differenza della maggiore libertà concessagli da Wenger.

Il mercato viene pianificato con largo anticipo, con l’obiettivo di essere sempre sei mesi avanti. Fàbregas ha elogiato il lavoro del direttore sportivo Ludi, capace di gestire sessioni complesse, pur riconoscendo i rischi legati al costante rinnovamento della rosa, che a volte può rallentare il processo di crescita per mancanza di esperienza.

Guardando al futuro, l’allenatore ha parlato della costruzione del settore giovanile, un progetto nato da poco ma che sta già dando i primi frutti con diversi talenti nelle nazionali giovanili. L’obiettivo è portare i giovani della cantera in prima squadra, lavorando per formare i calciatori italiani del domani e consolidare l’identità del club.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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