Il Como ha festeggiato la storica promozione in Serie A con una parata che ha richiamato quindicimila tifosi per le strade della città. Sul pullman scoperto, partito dallo stadio Sinigaglia, l’entusiasmo era guidato da giocatori come Nico Paz e soprattutto dal tecnico Cesc Fàbregas, acclamato come l’artefice principale del successo.
Il corteo ha attraversato il cuore di Como a passo d’uomo, permettendo ai tifosi di sfilare accanto ai propri idoli. Partito intorno alle 20, il percorso ha toccato luoghi simbolici come via Vittorio Veneto e piazza Verdi, per poi concludersi nella scenografica piazza Cavour. Affacciata sul lago, la piazza ha accolto la squadra con un’esplosione di bandiere, striscioni, fumogeni e fuochi d’artificio, sigillando una giornata indimenticabile.
Insieme a un Fàbregas scatenato, anche il presidente Mirwan Suwarso si è lasciato travolgere dal calore della folla. Solitamente misurato nel suo ruolo manageriale, questa volta non ha trattenuto la gioia, celebrando a fianco del suo allenatore. Il binomio Suwarso-Fàbregas si è rivelato un punto di forza del club: la visione strategica e la pacatezza del presidente indonesiano hanno saputo bilanciare l’istinto e la passionalità del tecnico catalano, creando una sinergia vincente.
La serata ha messo in luce la doppia anima del Como. Uno striscione emblematico recitava “Andiamo, Vamos, C’mon” accanto a un’immagine di Fàbregas, riassumendo l’identità del club: radici italiane, un’anima latina nello spogliatoio e una mentalità internazionale nella dirigenza. La società Sent, controllata dalla famiglia indonesiana Hartono, gestisce infatti il club con un approccio globale, curando tanto l’aspetto sportivo quanto quello commerciale. La scritta “Cesc cumasch”, unione di dialetto locale e catalano, ha simboleggiato perfettamente questo legame tra la realtà comasca e lo spirito internazionale del progetto.
A rappresentare la passione dei tifosi c’era Stefano, 59 anni, presente allo stadio da quando ne aveva sette. “Questa è la gioia più grande che abbia mai provato”, ha raccontato con la voce rotta dall’emozione. “Ho seguito il Como ovunque, in Serie D, C e B, non ho mai smesso di tifare. Nel cuore ho campioni del passato come Lulù Oliveira, ma questa squadra è fantastica”. Le sue parole hanno espresso l’ammirazione per giocatori come Baturina e Nico Paz, definito “fuori categoria”, e soprattutto per l’allenatore: “Con un tecnico come Fàbregas, nessun sogno è irrealizzabile”.






