Il Como ha inviato un segnale forte al campionato, dimostrando che la sua forza risiede in un collettivo solido e non solo nei suoi talenti più celebri. La gestione delle energie, in una stagione che vede la squadra impegnata su più fronti, si è rivelata un fattore cruciale. Per affrontare un Sassuolo alla ricerca di punti, il tecnico Cesc Fabregas ha compiuto una scelta coraggiosa, rinunciando contemporaneamente a due titolarissimi come Nico Paz e Ramon.
La risposta del campo è stata inequivocabile: una vittoria pesante che ha riavvicinato la squadra alla zona alta della classifica. Questo successo ha confermato che il progetto del Como non è una semplice raccolta di talenti emergenti, ma una vera organizzazione basata sul sacrificio e su un obiettivo comune, dove ogni giocatore contribuisce in modo determinante.
La chiave del successo in una stagione dai ritmi serrati, con impegni ogni tre giorni, risiede proprio nell’abilità di ruotare gli uomini e gestire gli infortuni. Contro il Sassuolo, la strategia di Fabregas ha portato a due esordi dal primo minuto. In mediana, Samuele Ricci ha affiancato Perrone, permettendo al capitano Da Cunha di avanzare sulla trequarti destra. Al centro della difesa, invece, è stato dato spazio a un altro nuovo acquisto, Axel Kambwala, che ha consentito a Ramon di rifiatare dopo un avvio di stagione ad alta intensità.
Un capitolo importante è stato scritto da Maxence Caqueret. La sua non è stata una prima assoluta, ma la titolarità è arrivata in una settimana fondamentale. A seguito di un infortunio in rosa, il centrocampista francese è stato reintegrato nella lista UEFA dopo un’iniziale esclusione, partecipando poi alla vittoria in Champions League contro il Manchester United. Contro il Sassuolo ha giocato da vice-Paz, fornendo l’assist per il primo gol di Vangelis Douvikas. Un riconoscimento che Fabregas desiderava concedergli, come testimoniato da precedenti parole del tecnico sul suo scarso utilizzo.
Le buone notizie non sono finite qui. L’ingresso in campo di Nicholas Addai nella ripresa ha aggiunto dinamismo alla manovra e ha segnato la fine di un lungo calvario per il giovane olandese, fermo dallo scorso febbraio per un grave infortunio al tendine d’Achille. Anche il nuovo innesto brasiliano, Kaiki, ha continuato a mettersi in luce, firmando l’assist per il raddoppio di Douvikas e bissando il passaggio vincente fornito pochi giorni prima.
La capacità di mantenere un alto livello di gioco nonostante i cambi negli interpreti rappresenta il vero salto di qualità per il Como. Questa profondità di rosa è la garanzia per una squadra che ha iniziato a guardare con stabilità alle posizioni di vertice del campionato.





