CONI, Malagò a rischio per il tesseramento

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Cronache Mercato
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Si è tenuta a Copenaghen l’assemblea della European Football Club (EFC), l’organismo che ha preso il posto della precedente ECA. Durante l’incontro, l’attenzione dei principali dirigenti europei si è concentrata sulla delicata situazione istituzionale che sta vivendo lo sport italiano. Un’ombra lunga si è proiettata sulla stabilità del sistema, con il rischio di un commissariamento che preoccupa l’intero continente.

Il presidente UEFA, Aleksander Čeferin, è stato categorico nel definire la vicenda “priva di fondamento”, segnalando una chiara opposizione a qualsiasi sviluppo che possa minare l’autonomia dello sport. All’evento erano presenti numerosi rappresentanti di club italiani, tra cui Percassi per l’Atalanta, i Friedkin per la Roma, Chiellini per la Juventus, Ferrari per la Fiorentina, Longo per il Genoa e Baldissoni per il Monza, tutti in cerca di rassicurazioni.

Il nodo della questione riguarda la posizione del presidente del CONI, Giovanni Malagò, rieletto con quasi il 70% delle preferenze ma ora messo in discussione per un cavillo burocratico legato al suo tesseramento. La controversia legale ha innescato un meccanismo che potrebbe portare a un’azione drastica da parte degli organi di governo sportivo.

La Giunta Nazionale del CONI è stata chiamata a esprimersi sulla legittimità della sua presidenza. La decisione, attesa tra il 6 e il 7 ottobre, avrà un peso enorme: un eventuale parere negativo potrebbe infatti aprire la strada a un commissariamento, azzerando di fatto il vertice eletto e creando un precedente pericoloso.

Nasser Al-Khelaifi, presidente dell’EFC e del Paris Saint-Germain, ha usato parole forti per descrivere lo scenario, commentando con una frase emblematica: “Agli italiani piace vivere nel dramma”. Ha poi aggiunto un monito severo: “Se la politica mette piede nel calcio, il calcio è finito”, sottolineando la linea rossa che le istituzioni sportive internazionali non intendono oltrepassare.

L’allarme lanciato dai vertici europei è un segnale inequivocabile. L’intervento di un organo esterno per risolvere una questione interna è visto come un’ingerenza inaccettabile, capace di invalidare un processo democratico e di gettare l’intero movimento sportivo nazionale, compresa la Nazionale di calcio, in un’incertezza profonda. La stabilità, faticosamente costruita, è ora appesa al verdetto della Giunta.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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