Cosenza, blitz della Guardia di Finanza: 13 slot machine sequestrate, sanzioni per 140mila euro

Di ogni genere le violazioni in cui si sono imbattuti i militari

Slot machine (foto Nick Hannes, LaPresse)

COSENZA – Nuova tornata di controlli da parte delle fiamme gialle di Scalea (Cosenza) a tutela del Monopolio statale del gioco e delle scommesse. Quattro pubblici esercizi controllati, tredici slot machine sequestrate e 140mila euro di sanzioni: questo il bilancio dell’ultima operazione della guardia di finanza dell’alto Tirreno cosentino.

Di ogni genere le violazioni in cui si sono imbattuti i militari. Ma il caso più eclatante ha riguardato un bar all’interno del quale hanno rinvenuto un apparecchio manipolato con il sistema della ‘doppia-scheda’. In pratica, attraverso un telecomando il gestore del bar poteva riprodurre un gioco diverso da quello per cui era autorizzato. Le cui puntate non venivano tracciate dalla rete dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Hanno sequestrato anche due ‘totem’, apparecchi che consentono di giocare online su piattaforme prive di titolo concessorio.

Altre slot machine sono risultate illegali in quanto non collegate alla rete telematica e prive di ‘nulla osta’ da parte degli uffici Aams.

I titolari degli esercizi segnalati, oltre alle sanzioni, rischiano anche la sospensione della licenza fino ad un mese.

A febbraio dello scorso anno, sequestrate slot machine irregolari e sanzioni per 60mila euro

La guardia di finanza della compagnia di Castrovillari ha sequestrato in un bar di Altomonte (Cosenza) tre slot machine non collegate al sistema di controllo delle giocate e quindi illegali. I finanzieri hanno trovato, in una sala interna dell’attività commerciale, appositamente adibita al gioco, tre apparecchi privi dei certificati di conformità e del collegamento alla rete telematica di controllo delle giocate. Le Fiamme Gialle hanno sottoposto a sequestro le slot machine. Ed hanno provveduto ad irrogare al gestore del bar una multa di 20mila euro per ciascun apparato irregolare.

(LaPresse)

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