Hernán Crespo, ex attaccante e attuale allenatore, ha condiviso la sua analisi su Gonçalo Ramos, centravanti del Milan. Secondo l’argentino, il giocatore portoghese è un ottimo elemento, ma non può essere considerato un bomber implacabile, soprattutto in relazione all’investimento economico sostenuto per il suo acquisto.
Crespo ha sottolineato come i gol, per un attaccante del suo calibro, arriveranno, ma ha invitato a non aspettarsi cifre da capocannoniere. A sostegno della sua tesi, ha ricordato le statistiche di Ramos nelle sue precedenti esperienze, in particolare al Paris Saint-Germain.
Nei suoi anni al PSG, l’attaccante ha messo a segno 53 reti in 131 presenze, una media inferiore a un gol ogni due partite. Inoltre, pur offrendo un contributo costante, non è stato un titolare inamovibile nelle gerarchie di Luis Enrique, neanche nelle stagioni di maggior successo del club parigino. Questi numeri, secondo Crespo, definiscono il profilo di un buon giocatore, ma non di un top player assoluto.
Il valore di Ramos, ha spiegato l’ex attaccante, risiede in altre qualità. Il centravanti portoghese è stato descritto come un giocatore che lavora instancabilmente per la squadra, si sacrifica in fase di non possesso e corre più di molti suoi compagni.
Il suo stile di gioco è caratterizzato da un grande dinamismo: viene incontro al pallone, dialoga con i centrocampisti e crea spazi fondamentali per gli inserimenti degli altri giocatori offensivi. Questi movimenti, spesso poco visibili, sono cruciali per la manovra collettiva e non dovrebbero essere sottovalutati in fase di valutazione.
Crespo ha evidenziato come Ramos si impegni in duelli fisici con i difensori avversari e mantenga un pressing costante, un lavoro dispendioso che lo rende utile alla squadra anche quando non trova la via della rete. L’ex bomber ha precisato che se a questo enorme lavoro “sporco” si aggiungesse anche una finalizzazione da fenomeno, si parlerebbe di un giocatore di un’altra categoria.
Tuttavia, il punto critico sollevato da Crespo riguarda proprio il costo del suo cartellino, superiore ai settanta milioni di euro. Questa cifra, a suo avviso, ha generato aspettative molto alte tra i tifosi, che si attendevano un finalizzatore puro. Per l’allenatore argentino, proprio la discrepanza tra il prezzo pagato e la natura del giocatore rappresenta un “terreno minato” quando si tratta di formulare un giudizio definitivo.











