Crisi climatica: a rischio metà dei pascoli globali

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Pascoli minacciati
Pascoli minacciati

I terreni da pascolo coprono il 26% delle terre emerse e il 70% dei suoli agricoli, sostenendo oltre 800 milioni di persone. Un recente studio ha però lanciato un allarme drammatico sul loro futuro, minacciato dalla crisi climatica.

Una ricerca del Potsdam Institute for Climate Impact Research, pubblicata su PNAS, ha previsto che entro il 2100 una quota tra il 36% e il 50% dei pascoli del pianeta potrebbe diventare inadatta a sostenere bovini, pecore e capre. Molte aree diventeranno troppo calde o aride.

Le regioni più vulnerabili includono zone già soggette a siccità, come gran parte dell’Africa, del Medio Oriente e dell’Australia. Secondo gli scienziati, in scenari ad alte emissioni di gas serra la riduzione delle aree idonee sarà ancora più drastica e rapida.

L’impatto si manifesterà con diversi fenomeni. L’aumento delle temperature globali supererà la soglia di tolleranza di erba e piante da foraggio, bloccandone la crescita e riducendo il cibo disponibile per il bestiame. Le zone già calde rischiano di diventare inospitali.

Cruciale sarà anche la modifica del regime delle precipitazioni. Le piogge diventeranno più irregolari, alternando fenomeni intensi a lunghi periodi di siccità. Senza un apporto idrico costante, il suolo si degraderà fino alla desertificazione, impedendo la crescita della vegetazione.

Eventi climatici estremi come ondate di calore e tempeste distruggeranno i pascoli più fragili, erodendo il suolo. A questo si aggiungerà la diffusione di specie vegetali invasive e meno nutrienti, che sostituiranno l’erba tradizionale e peggioreranno la qualità dell’alimentazione animale.

La perdita di questi ecosistemi, annunciata dalla ricerca tedesca, avrà conseguenze devastanti. Si stima che l’impatto colpirà direttamente 140 milioni di pastori e allevatori, mettendo a repentaglio la sopravvivenza di 1,6 miliardi di animali che dipendono da queste terre.

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