A Cuba, dove le risorse sono spesso limitate, un agronomo visionario ha dimostrato che è possibile trasformare terreni aridi e degradati in un’oasi di produttività e sostenibilità. Il suo progetto, chiamato Finca Marta, è diventato un punto di riferimento globale per un nuovo modo di concepire la produzione alimentare.
L’ideatore di questo piccolo miracolo ecologico è Fernando Funes Monzote, un ricercatore nato nel 1971. Dopo una laurea in Agraria all’Avana, ha proseguito i suoi studi in Europa, conseguendo un master in Agroecologia e Sviluppo Sostenibile e un dottorato di ricerca in Produzione Ecologica presso la prestigiosa Università di Wageningen, nei Paesi Bassi. Questa esperienza internazionale ha consolidato la sua visione e lo ha spinto a tornare nel suo paese per applicare concretamente i principi appresi.
Tornato a Cuba, Funes Monzote ha fondato Finca Marta, un’azienda agricola che va oltre il concetto di biologico. Si tratta di un sistema integrato dove ogni elemento è connesso e funzionale agli altri, secondo i principi dell’agroecologia. Qui, su un terreno che un tempo era considerato improduttivo, oggi si coltivano oltre 30 varietà di ortaggi, frutta e piante aromatiche, e si producono miele e prodotti zootecnici.
Il successo della Finca Marta si basa su tre pilastri fondamentali. Il primo è l’agroecologia integrata: invece di monocolture intensive, si praticano la rotazione delle colture e l’associazione tra specie vegetali diverse e allevamenti. Questo approccio non solo migliora la fertilità del suolo in modo naturale, ma aumenta anche la resilienza dell’ecosistema, riducendo la necessità di interventi esterni come fertilizzanti di sintesi e pesticidi.
Il secondo pilastro è l’autonomia energetica. L’azienda agricola produce la propria energia pulita attraverso fonti rinnovabili. Un impianto di biogas, alimentato dal letame di cavalli e bovini, fornisce il gas necessario per le attività quotidiane. Le pompe per l’irrigazione, invece, sono alimentate da pannelli solari. Questo non solo abbatte i costi operativi, ma riduce a zero l’impronta carbonica legata al consumo energetico.
Infine, il terzo pilastro è la gestione circolare dell’acqua. In un’isola soggetta a periodi di siccità, ogni goccia è preziosa. Finca Marta ha implementato sistemi di raccolta dell’acqua piovana e utilizza biodigestori per trattare gli scarti organici, trasformandoli in fertilizzante liquido e recuperando acqua per l’irrigazione. Nulla viene sprecato; ogni scarto diventa una risorsa.
Grazie a questo approccio olistico, Finca Marta non è solo un’azienda produttiva, ma anche un laboratorio a cielo aperto e un centro di formazione. Il suo esempio è studiato in tutte le Americhe e persino in Olanda, nell’università dove il percorso di Fernando Funes Monzote ha avuto inizio, dimostrando che un futuro più giusto e sostenibile per l’alimentazione globale è concretamente possibile.



















