Depavimentazione: le città italiane tolgono il cemento

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Città spugna
Città spugna

La depavimentazione, o ‘depaving’, è una strategia di rigenerazione urbana che consiste nel rimuovere superfici impermeabili come asfalto e cemento. L’obiettivo è restituire il suolo alla sua funzione naturale, permettendogli di assorbire l’acqua e contrastare così gli effetti della crisi climatica, come le ondate di calore e gli allagamenti sempre più frequenti.

Il processo si articola in passaggi precisi: dopo un’analisi dell’area, si demolisce la pavimentazione esistente. Il punto chiave è la rimozione o la decompattazione dello strato sottostante, solitamente molto compatto, che impedisce il drenaggio. Successivamente, si ricostruisce un suolo vivo e poroso, pronto ad accogliere il nuovo uso dello spazio: aree verdi, alberi, giardini pluviali (rain garden) o camminamenti permeabili.

I benefici sono notevoli. La capacità del terreno di assorbire l’acqua alleggerisce il carico sui sistemi fognari, riducendo drasticamente il rischio di allagamenti urbani. Inoltre, la presenza di vegetazione e suolo permeabile contribuisce ad abbassare le temperature, migliora la biodiversità e rende gli spazi cittadini più vivibili e gradevoli.

Diverse amministrazioni comunali in Italia hanno già adottato questa pratica. Milano ha avviato progetti per circa 7.000 metri quadrati, inclusi interventi in viale Suzzani e via Toce, nell’ambito del suo ‘Piano Aria e Clima’. A Roma, i lavori a Piazzale Clodio prevedono la rimozione di 2.300 metri quadrati di asfalto per fare spazio a prato e nuovi alberi.

Anche Firenze ha portato avanti un piano ambizioso con 8.000 metri quadrati già depavimentati tra scuole e piazze, e altri interventi in programma. Il comune di Monza ha approvato cinque progetti di rigenerazione, mentre Bologna ha un obiettivo ancora più vasto: restituire alla natura oltre 100.000 metri quadrati di superfici oggi sigillate.

Queste iniziative mirano a trasformare le aree urbane nel modello della ‘città spugna’ (sponge city). Una città spugna è progettata per assorbire, trattenere e riutilizzare l’acqua piovana invece di respingerla. Questo non solo aumenta la resilienza contro gli eventi meteorologici estremi, ma crea anche un ambiente urbano più sano e sostenibile per tutti.

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