Dilettanti, la LND traccia la rotta per i giovani

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Cronache sport calcio
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Si è concluso a Ferrara il convegno “Il futuro in gioco”, un’iniziativa di due giorni promossa dalla Lega Nazionale Dilettanti. L’evento, svoltosi nell’ambito del progetto Quarto Tempo, ha avuto l’obiettivo di approfondire le strategie per la valorizzazione dei giovani calciatori e per rafforzare il legame tra il settore dilettantistico e quello professionistico.

La giornata conclusiva si è concentrata sui meccanismi di crescita dei talenti in Serie D, Eccellenza e Promozione, oltre che sul lavoro delle rappresentative nazionali. A chiudere l’incontro è stato il presidente della LND, Giancarlo Abete, che ha ribadito la necessità di un percorso organico e costante per lo sviluppo giovanile. “La valorizzazione dei giovani rappresenta un asset strategico irrinunciabile” ha dichiarato, sottolineando come questo dia forza e credibilità all’intero sistema calcistico italiano.

Durante il convegno è intervenuto anche l’allenatore Silvio Baldini, che ha espresso grande fiducia nei talenti del calcio italiano. Ha citato come esempi i recenti successi della Nazionale Under 17, laureatasi campione d’Europa, e i numerosi esordienti lanciati in Under 21. Secondo Baldini, anche la classe dirigente gioca un ruolo fondamentale, con figure guidate da coscienza e passione che devono credere fermamente nei ragazzi.

L’ex tecnico ha inoltre descritto il calcio dilettantistico come una base imprescindibile e aperta a tutti, un vero e proprio trampolino di lancio verso il professionismo. Ha ricordato come anche campioni del calibro di Gianfranco Zola abbiano mosso i primi passi in questo contesto, esprimendo fiducia nel fatto che le riforme possano portare a un cambiamento positivo e duraturo.

Maurizio Viscidi, coordinatore delle nazionali giovanili della FIGC, ha illustrato il lavoro in corso per un nuovo modello formativo. “Insieme ad Andrea Cardone e Simone Perrotta stiamo lavorando su un modello unico per tutti i ragazzi,” ha spiegato, evidenziando l’obiettivo di realizzare un progetto a livello nazionale che includa pienamente i dilettanti, ritenuti fondamentali.

Questo modello mira a creare un sistema uniforme ed efficace per tutte le fasce d’età, dai 5-7 anni fino ai 12-14. La LND metterà a disposizione delle linee guida di qualità e fornirà assistenza e supporto formativo agli allenatori che adotteranno il metodo. Viscidi ha però lanciato un appello: “La vera differenza la fanno i dirigenti e l’impegno dei club”.

Ha infine chiarito la filosofia del progetto, specialmente per la fascia d’età 5-14 anni, dove si intende fare “formazione pura”. L’obiettivo primario non è la vittoria o la tattica, ma mettere i ragazzi nelle condizioni di crescere al meglio. “Non tutti diventeranno professionisti, ma se facciamo il percorso nel modo giusto, stiamo formando persone per bene che incideranno positivamente nella società” ha concluso Viscidi.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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