Djokovic celebra gli studenti: ora può tornare in Serbia

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Sport tennis
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“Sono molto felice per tutto questo. Ammiro moltissimo ciò che hanno fatto”. Con queste parole Novak Djokovic ha commentato la storica vittoria della lista studentesca alle elezioni in Serbia. Il risultato ha segnato la fine di 14 anni di dominio politico dell’ex presidente Vucic, sconfitto da un movimento nato dal basso. Un cambiamento che potrebbe consentire al campione di tennis di rientrare in patria dopo un periodo di esilio volontario in Grecia.

Djokovic è sempre stato considerato un eroe nazionale e, per anni, la sua immagine è stata funzionale alla narrazione del potere. Lo stesso Vucic lo ha ricevuto nel 2022 dopo l’espulsione dall’Australia per la questione legata al vaccino anti-Covid, ma il tennista ha poi preso le distanze dall’uso di quell’incontro per la campagna elettorale.

La rottura definitiva è avvenuta in seguito alla tragedia di Novi Sad, quando il crollo di una pensilina della stazione ferroviaria ha causato diverse vittime, scatenando un’ondata di proteste. Guidate dagli studenti, le manifestazioni hanno denunciato la corruzione e l’incuria del governo. In quel momento, Djokovic ha scelto da che parte stare. “Da persona che crede nella forza dei giovani, ritengo importante che la loro voce venga ascoltata. Sono con voi”, ha scritto sui social.

Il suo sostegno non si è limitato alle parole. Agli Australian Open ha dedicato una vittoria a una studentessa ferita durante una manifestazione e, in un’altra occasione, si è presentato a una partita di basket con una felpa con la scritta “Students are champions”. Questi gesti inequivocabili lo hanno trasformato da simbolo utile al potere a figura scomoda per l’establishment.

I media filogovernativi hanno iniziato a dipingerlo come un traditore che appoggiava chi voleva destabilizzare il Paese. Di fronte a questo clima ostile, il tennista si è trasferito con la famiglia ad Atene, portando con sé anche l’organizzazione del suo torneo di tennis.

Ora, con la vittoria del movimento studentesco, lo scenario è completamente cambiato. “La vittoria è ormai certa e tutti noi abbiamo la speranza che il nostro Paese possa prosperare”, ha concluso Djokovic, che si prepara a fare ritorno in una Serbia profondamente rinnovata.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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