Il settore delle costruzioni in Italia ha rappresentato per decenni un motore fondamentale per lo sviluppo economico nazionale. Tuttavia, questa crescita ha avuto un costo ambientale significativo, che oggi non è più sostenibile. La gestione dei cantieri, in particolare, è stata identificata come un’area critica, con ampi margini di miglioramento per quanto riguarda l’inquinamento e il consumo di risorse.
Le attività edili sono responsabili di una vasta gamma di impatti negativi. Producono circa un terzo di tutti i rifiuti generati in Europa, consumano enormi quantità di energia e materie prime non rinnovabili, e contribuiscono in modo sostanziale alle emissioni di gas serra. Dalla polvere sottile all’inquinamento acustico, passando per la gestione inefficiente dell’acqua, i cantieri tradizionali hanno alterato profondamente gli ecosistemi locali.
Per affrontare queste sfide, è stato introdotto uno strumento di gestione ambientale su base volontaria, ispirato a un regolamento europeo. Questo sistema è stato progettato per supportare le imprese del comparto edile nel percorso verso una maggiore sostenibilità. Le organizzazioni che aderiranno si impegneranno a implementare un modello di gestione che mira al miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali, superando i requisiti minimi di legge.
Il cuore di questo approccio si basa su due pilastri: il monitoraggio costante e l’integrazione dei principi dell’economia circolare. Le aziende saranno tenute a misurare e analizzare i propri impatti, come il consumo energetico o la produzione di scarti, fissando obiettivi di riduzione concreti e verificabili. Questo processo di autovalutazione costante garantirà un progresso tangibile e misurabile nel tempo.
L’adozione di un modello di business circolare trasformerà radicalmente il modo di operare. Invece del tradizionale schema ‘estrai-produci-usa-getta’, le imprese del settore edile saranno incentivate a recuperare e riciclare i materiali di scarto, a progettare edifici che possano essere facilmente smontati e i cui componenti possano essere riutilizzati, e a privilegiare l’uso di risorse rinnovabili e a basso impatto.
I vantaggi di questa transizione non saranno solo ecologici. Le aziende che adotteranno questo standard di gestione potranno beneficiare di una significativa riduzione dei costi operativi, grazie a un uso più efficiente delle risorse e a una minore produzione di rifiuti da smaltire. Inoltre, miglioreranno la propria reputazione e otterranno un vantaggio competitivo in un mercato sempre più attento alle tematiche della sostenibilità, accedendo anche a nuove opportunità di finanziamento e a bandi pubblici che premiano le pratiche virtuose. Il futuro delle costruzioni sarà inevitabilmente legato alla sua capacità di diventare un settore a impatto zero.



















