Emilia-Romagna: nuovo piano per l’olio esausto

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Recupero olio
Recupero olio

La Giunta regionale dell’Emilia-Romagna ha approvato un nuovo e ambizioso piano per la gestione sostenibile degli oli alimentari esausti, un rifiuto spesso sottovalutato ma dall’impatto ambientale devastante. Con uno stanziamento iniziale di due milioni di euro, il progetto mira a rivoluzionare le abitudini dei cittadini e a trasformare un problema in una preziosa risorsa energetica.

L’iniziativa nasce dalla crescente preoccupazione per i danni causati dallo smaltimento improprio dell’olio utilizzato in cucina. Versare l’olio da frittura o di conservazione nel lavandino o nel water provoca infatti gravi conseguenze: ostruisce le tubature domestiche e le reti fognarie, aumentando i costi di manutenzione, e compromette il corretto funzionamento dei depuratori. Una volta raggiunto un corpo idrico, come un fiume o un lago, un solo litro di olio è in grado di creare una pellicola inquinante grande quanto un campo da calcio, impedendo l’ossigenazione dell’acqua e minacciando la vita di flora e fauna acquatica.

Per contrastare questo fenomeno, il piano regionale prevede l’installazione capillare di 500 nuovi punti di conferimento su tutto il territorio. Queste postazioni, collocate in luoghi strategici ad alta frequentazione come supermercati, centri commerciali, scuole ed ecocentri comunali, saranno facilmente accessibili. I cittadini potranno raccogliere l’olio vegetale usato in bottiglie di plastica o appositi contenitori e depositarlo in modo semplice e pulito, contribuendo attivamente alla tutela dell’ambiente.

Il cuore del progetto risiede nel principio dell’economia circolare. Tutto il materiale raccolto verrà periodicamente prelevato e trasportato presso impianti specializzati, dove subirà un processo di trattamento e purificazione. Successivamente, attraverso un processo chimico noto come transesterificazione, l’olio verrà trasformato in biodiesel, un biocarburante di alta qualità. Questo combustibile rinnovabile potrà essere utilizzato per alimentare mezzi di trasporto pubblico o macchinari agricoli, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili e tagliando le emissioni di gas serra.

Gli obiettivi quantitativi sono chiari: si punta a intercettare almeno 70 tonnellate aggiuntive di olio esausto già nel primo anno di attività, con la prospettiva di superare il milione di litri annui una volta che il sistema sarà a pieno regime. Si stima che ogni tonnellata di olio recuperato e trasformato in biodiesel eviterà l’emissione in atmosfera di circa 2,5 tonnellate di CO2.

L’assessore regionale all’Ambiente, Elena Bianchi, ha commentato con entusiasmo l’approvazione del piano: “Questa iniziativa rappresenta un passo concreto verso la sostenibilità e la transizione ecologica che la nostra regione persegue con determinazione. Non si tratta solo di installare contenitori, ma di costruire una nuova cultura della responsabilità. Chiediamo la collaborazione di tutti i cittadini per proteggere le nostre acque e generare energia pulita dal recupero”.

Il programma sarà accompagnato da una vasta campagna di informazione e sensibilizzazione per spiegare ai cittadini i benefici ambientali ed economici del corretto conferimento e le modalità di utilizzo dei nuovi punti di raccolta.

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