Energia: nuove regole su autoconsumo e condivisione

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Energia condivisa
Energia condivisa

L’Italia ha recepito una direttiva europea con un decreto che riforma il mercato elettrico, entrato in vigore il 24 gennaio. Il provvedimento ridefinisce il ruolo dei consumatori, promuovendo la produzione e lo scambio di fonti pulite. L’obiettivo è accelerare la transizione ecologica, mettendo il cittadino al centro del sistema.

Una delle novità principali è l’aggiornamento della figura del “cliente attivo”. La normativa ha ampliato questa definizione, includendo in modo esplicito la possibilità di scambiare elettricità prodotta da fonti rinnovabili. Un utente potrà ora consumare l’elettricità generata non solo nella propria abitazione, ma anche quella prodotta o accumulata in siti diversi, purché ne abbia la disponibilità o siano in comune con altri soggetti.

Il decreto ha introdotto per la prima volta il concetto di “condivisione dell’energia”, qualificandola come una forma di autoconsumo collettivo. Lo scambio potrà avvenire tramite accordi privati diretti o attraverso un ente terzo che funge da organizzatore. Sono state definite anche le soglie di potenza: fino a 10,8 kW per le abitazioni singole e fino a 50 kW per i condomini, con margini di flessibilità.

Queste disposizioni avranno un effetto diretto sulle comunità energetiche rinnovabili. Chiarire il perimetro dello scambio di elettricità renderà più accessibili e semplici i progetti di produzione locale. La possibilità di delegare la gestione burocratica a un organizzatore esterno semplificherà i rapporti con fornitori e gestori di rete. L’elettricità condivisa e immessa in rete verrà inoltre dedotta dal prelievo totale, valorizzando l’autoproduzione.

Il provvedimento ha inoltre introdotto nuove garanzie contrattuali per gli utenti finali. Sarà riconosciuto il diritto a sottoscrivere contratti di fornitura a prezzo fisso e a tempo determinato, con condizioni che non potranno variare per l’intera durata dell’accordo. Sono stati rafforzati anche gli obblighi informativi per i fornitori e le misure a salvaguardia dei nuclei familiari vulnerabili o in povertà energetica, per prevenire l’interruzione delle forniture.

Infine, è stata prevista una nuova tipologia di allacciamento alla rete: gli “accordi di connessione flessibile”. Questo strumento consentirà di collegare nuovi impianti di produzione o consumo anche in aree con capacità di rete limitata. L’accordo prevederà condizioni specifiche per limitare o controllare l’immissione di potenza in rete nei momenti di congestione, favorendo l’integrazione delle fonti rinnovabili.

Nel complesso, il decreto segna un passo importante per il sistema elettrico nazionale. Le nuove norme rafforzano il ruolo del consumatore finale, fornendogli strumenti concreti per produrre, accumulare e valorizzare l’elettricità pulita, diventando protagonista della transizione.

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