In vista della Pasqua 2026, l’Ente Nazionale Protezione Animali lancerà la campagna di sensibilizzazione “Non rompete le uova!”. L’iniziativa mira a ricordare a tutti i cittadini che la stagione del risveglio naturale nasconde vite fragili, spesso invisibili, sia sopra che sotto il suolo dei nostri spazi verdi. Un intervento di giardinaggio apparentemente innocuo può trasformarsi in una minaccia letale.
Con l’arrivo del clima più mite, numerose specie avviano il loro ciclo riproduttivo. Rettili come tartarughe di terra, lucertole e bisce dal collare depongono le loro uova nel terreno, senza lasciare tracce visibili in superficie. Allo stesso tempo, gli uccelli selvatici costruiscono i loro rifugi tra i rami degli alberi e nelle siepi, anche quelle ornamentali.
Questi mondi nascosti sono estremamente vulnerabili. Una vangata distratta, uno sfalcio dell’erba troppo energico o una potatura eseguita nel periodo sbagliato possono distruggere intere nidiate e compromettere la sopravvivenza di molti esemplari.
“La primavera è il momento in cui la vita si rinnova, spesso in modo silenzioso”, ha dichiarato l’associazione. “Bastano pochi semplici accorgimenti per evitare di causare danni irreparabili”. L’invito è quello di fermarsi e osservare con attenzione prima di iniziare qualsiasi lavoro nel verde.
L’ente ha quindi diffuso una serie di raccomandazioni pratiche. Prima di vangare o usare il decespugliatore, è fondamentale ispezionare il suolo per individuare eventuali deposizioni. È inoltre consigliato rimandare le potature di siepi e alberi a dopo la fine della stagione riproduttiva, indicativamente dopo il mese di settembre.
Qualora si dovessero trovare un nido o delle uova, la regola principale è non toccare nulla e lasciare tutto come si trova, per non disturbare gli animali e non comprometterne lo sviluppo. Se invece un esemplare selvatico appare ferito, in difficoltà o in una situazione di pericolo immediato, è necessario contattare le autorità competenti.
I numeri da chiamare sono il 112 (Numero Unico di Emergenza) o il 1515, numero specifico dei Carabinieri Forestali, che forniranno le istruzioni corrette su come procedere nel rispetto della normativa e del benessere dell’animale.
L’impegno dell’ENPA a tutela della fauna selvatica è testimoniato dai dati. Nel corso del 2025, l’organizzazione ha accudito un totale di 19.591 animali, registrando un aumento del 13,9% rispetto all’anno precedente. Questo lavoro viene svolto in supporto agli organi istituzionali preposti, come Carabinieri Forestali e servizi veterinari delle ASL.
Gran parte di queste operazioni avviene attraverso i Centri di Recupero Animali Selvatici (CRAS) gestiti dall’ente a Genova, Perugia, Savona e Trieste. In queste strutture, centinaia di animali feriti ricevono cure specialistiche con l’obiettivo di essere reintrodotti, una volta guariti, nel loro habitat naturale.


















