L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha annunciato l’avvio di un nuovo percorso formativo di alto livello, dedicato all’utilizzo dei dati satellitari per il monitoraggio ambientale. L’iniziativa, realizzata nell’ambito del Programma di Collaborazione Nazionale (NCP), si inserisce nel più vasto quadro del Copernicus Land Monitoring Service (CLMS), il servizio europeo di osservazione della Terra.
Il corso vedrà la partecipazione di esperti dell’Agenzia Europea dell’Ambiente (EEA) e mira a rafforzare le competenze tecniche e scientifiche sull’uso dei cosiddetti “prodotti a variabili bio-geofisiche”, un insieme complesso di dati che descrivono lo stato di salute del nostro pianeta. Questi indicatori, derivati dalle immagini satellitari, sono fondamentali per comprendere le dinamiche ambientali in atto.
Il programma Copernicus, spesso definito “gli occhi dell’Europa sulla Terra”, è un’iniziativa dell’Unione Europea che fornisce dati e servizi informativi in modo aperto e gratuito. Il suo braccio operativo per il monitoraggio del suolo, il CLMS, produce mappe e dataset dettagliati sullo stato e l’evoluzione delle coperture terrestri, dalla vegetazione alle aree urbane, fino alle risorse idriche.
La formazione si concentrerà su alcuni dei prodotti più innovativi e rilevanti offerti da Copernicus. Un modulo specifico sarà dedicato ai dati ad alta risoluzione sulla fenologia e la produttività della vegetazione (HR-VPP). Questi dati permettono di seguire il ciclo di vita delle piante, valutare lo stato di salute delle foreste e dei raccolti, e misurare l’impatto dei cambiamenti climatici sugli ecosistemi terrestri.
Un altro approfondimento riguarderà il monitoraggio dei corpi idrici e del reticolo idrografico europeo, attraverso l’analisi dei prodotti “Water Bodies” e del dataset “EU-Hydro”. La capacità di mappare con precisione laghi, fiumi e zone umide, e di monitorarne le variazioni nel tempo, è cruciale per la gestione sostenibile delle risorse idriche, la prevenzione del rischio di alluvioni e la lotta alla siccità.
Infine, il corso affronterà il tema della copertura nevosa. Il monitoraggio del manto nevoso tramite satellite fornisce informazioni vitali per la stima delle riserve d’acqua accumulate durante l’inverno, che diventeranno disponibili con lo scioglimento primaverile. Questi dati sono inoltre essenziali per gli studi climatici e la previsione del pericolo valanghe in aree montane.
Questo percorso formativo non è un semplice esercizio tecnico, ma un investimento strategico. Formare professionisti in grado di interpretare e utilizzare queste complesse informazioni geospaziali significa dotare l’Italia di strumenti più efficaci per affrontare le sfide ambientali del nostro tempo. Le competenze acquisite saranno preziose per orientare le politiche di adattamento al cambiamento climatico, proteggere la biodiversità e pianificare uno sviluppo più sostenibile del territorio.
L’iniziativa si rivolge a ricercatori, funzionari di pubbliche amministrazioni, liberi professionisti e a tutti coloro che operano nel settore ambientale. L’obiettivo è creare una rete di esperti nazionali capaci di sfruttare al massimo le enormi potenzialità offerte dal programma Copernicus, trasformando i dati satellitari in azioni concrete per la tutela del nostro patrimonio naturale.



















