Europa: nuove regole per gli imballaggi dei prodotti

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Imballaggi sostenibili
Imballaggi sostenibili

L’Unione Europea ha introdotto un nuovo regolamento sugli imballaggi e i loro rifiuti, con l’obiettivo di rendere l’intera filiera più circolare. La normativa impone un cambio di paradigma: non basta più gestire correttamente il fine vita del packaging, ma occorre progettarlo fin dall’inizio per essere ridotto, riutilizzato e riciclato secondo criteri comuni a livello continentale.

Per le aziende che commercializzano prodotti, questo significa intervenire sia a monte, nella fase di progettazione, sia a valle, adeguando i sistemi informativi e di controllo. Chiara Faenza, responsabile sostenibilità di Coop Italia, ha definito il provvedimento “un passaggio molto importante”, sottolineando però come si inserisca in uno “scenario geopolitico ed economico altrettanto complesso”.

Per Coop, l’adeguamento alla normativa rappresenta l’evoluzione di un percorso già avviato da tempo. L’azienda ha infatti anticipato alcune delle prescrizioni europee con iniziative autonome. “Nel 1997 abbiamo implementato una campagna sui rifiuti e sul corretto conferimento”, ha spiegato Faenza, “e nel 2007 abbiamo introdotto sui nostri prodotti un pittogramma per la raccolta differenziata, diventato norma in Italia solo nel 2020”.

Nonostante questa continuità, le difficoltà applicative restano significative. Il punto più critico, secondo la responsabile, è l’incompletezza del quadro tecnico. “Nei fatti, mancano ancora parti applicative: atti di esecuzione e linee guida con indicazioni del come fare”, ha osservato. Sebbene il regolamento sia già in vigore con applicazione progressiva, l’assenza di specifiche costringe le imprese a riprogettare e investire in un contesto di incertezza.

Faenza ha inoltre invitato a considerare le molteplici funzioni che un imballaggio svolge, al di là della sua componente materiale. La sua funzione primaria è proteggere il prodotto, garantendone sicurezza e igiene. Una semplificazione eccessiva dell’involucro potrebbe portare a maggiori rotture o a un aumento dello spreco alimentare, con un bilancio ambientale complessivamente negativo. “Bisogna effettuare delle analisi di life cycle assessment per avere un approccio realistico”, ha affermato.

Un altro punto cruciale della normativa riguarda l’obbligo di un contenuto minimo di materiale riciclato negli imballaggi in plastica. Su questo fronte, Coop ha già utilizzato circa 25.000 tonnellate di plastica riciclata al posto di quella vergine. Tuttavia, la filiera del riciclo attraversa una fase di crisi. “Il mercato del riciclo della plastica è in crisi”, ha dichiarato Faenza, evidenziando la difficoltà nel reperire materia prima seconda di qualità a costi competitivi.

Questa situazione crea una frizione tra l’ambizione normativa e la capacità industriale del settore, con il rischio di un aumento dei costi che si rifletterebbe sull’intera catena del valore. “Bisogna stare estremamente attenti ai costi”, ha ribadito la responsabile di Coop, per non compromettere la sostenibilità economica delle imprese.

Il nuovo regolamento rafforzerà la responsabilità condivisa lungo la filiera, richiedendo “una sempre maggiore condivisione di dati e una maggiore sinergia fin dalla progettazione”. Coop intende agire da “acceleratore” in questo processo, sfruttando il suo ruolo di cerniera tra industria e consumatore per tradurre i requisiti normativi in capitolati tecnici e orientare le scelte dei fornitori. L’obiettivo, ha concluso Faenza, è “continuare a lavorare in maniera sinergica, ricercando sempre il miglior punto di equilibrio tra sostenibilità ambientale ed economica”.

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