Europa: una legge per il mercato del riciclo

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Economia circolare
Economia circolare

L’Unione Europea sta definendo il nuovo Circular Economy Act, un pacchetto di norme per accelerare la transizione verso un’economia più sostenibile. L’obiettivo principale è la creazione di un mercato unico per le materie prime seconde, ovvero i materiali provenienti dal riciclo, per rafforzare la filiera industriale e favorirne l’impiego su larga scala.

Secondo Edo Ronchi, presidente del Circular Economy Network, questa normativa è cruciale per superare gli ostacoli che oggi frenano il settore e per proteggere le aziende italiane dalla concorrenza a basso costo di Paesi extraeuropei. “Non basta riciclare i rifiuti”, ha spiegato Ronchi, “occorre che i materiali che si ricavano siano venduti a prezzi remunerativi”.

Attualmente, il mercato affronta due grandi sfide. La prima riguarda le plastiche riciclate, che da un paio d’anni incontrano enormi difficoltà di vendita e quotazioni di prezzo inadeguate, causando una forte crisi per le industrie del settore. La seconda criticità riguarda i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE).

In Europa, e di conseguenza in Italia, la raccolta dei RAEE si attesta a meno della metà dell’obiettivo del 65% fissato dall’UE. Si tratta di un’occasione persa, perché questi dispositivi sono vere e proprie “miniere urbane” che contengono grandi quantità di materie prime critiche e strategiche, che altrimenti dovremmo importare a costi elevati.

Per rafforzare la circolarità dell’economia, il Circular Economy Network ha presentato una serie di proposte concrete. Tra queste, un intervento deciso dell’UE per sostenere la domanda e i prezzi dei materiali riciclati, andando oltre il semplice aumento dei target di raccolta.

Si suggerisce di potenziare il credito d’imposta per le imprese che utilizzano materie riciclate e di introdurre un sistema di crediti di carbonio o certificati bianchi per premiare i risparmi energetici derivanti dal riciclo. Queste misure, con un impegno di almeno 200 milioni l’anno, potrebbero essere finanziate con i proventi della plastic tax o del sistema ETS (Emission Trading System).

Altre proposte mirano a incrementare l’uso di materiali riciclati negli appalti pubblici, ad esempio promuovendo l’impiego di plastica e gomma da pneumatici negli asfalti o di inerti riciclati nell’edilizia. È inoltre fondamentale stabilire quote obbligatorie di contenuto riciclato nei nuovi prodotti.

Per i RAEE, è necessario raddoppiare i volumi di raccolta e sviluppare una rete di impianti di trattamento moderni. Questo richiede un maggior coinvolgimento dei produttori e l’introduzione di sistemi di ritiro più capillari e incentivati per i cittadini. Le risorse per finanziare tale cambiamento potrebbero arrivare direttamente dai produttori, come alternativa alla futura tassa europea sui rifiuti elettronici non raccolti.

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