Fallimenti aziendali pilotati, 5 nei guai

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CASERTA – Tutto è partito da una denuncia dei referenti del collegio sindacale della Coldiretti cui non erano stati forniti i bilanci di liquidazione. Ne è nata una inchiesta che la Procura ha delegato alla Finanza che ieri ha eseguito l’ordinanza cautelare. Bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio le ipotesi di reato: 2 arresti, un obbligo di dimora e due interdizioni dalla professione. Coinvolti tre commercialisti, tra cui il docente universitario Raffaele Marcello. E’ ai domiciliari come pure l’ex uomo della Coldiretti di Roma Enrico Leccisi. Coinvolti Eleonora Caranchi, di Como, (obbligo di dimora); Nicola Pierro, di Frosinone, e Alberto Ceccarelli, di Bari (commercialisti, entrambi colpiti dalla misura dell’interdizione dei pubblici uffici per 12 mesi). L’operazione è stata condotta dal Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Caserta guidata dal tenente colonnello Carlo Cardillo e coordinata dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere (procuratore Pierpaolo Bruni, Aggiunto Carmine Renzulli) ha portato a una svolta importante sul caso della presunta bancarotta fraudolenta, riciclaggio e autoriciclaggio. Cinque persone sono state raggiunte da ordinanze di custodia cautelare emesse dal giudice per le indagini preliminari del tribunale. Contestualmente, è stato disposto il sequestro di beni per un valore complessivo di circa 20 milioni di euro.

Tra i beni sequestrati figurano 25 immobili distribuiti su tutto il territorio nazionale con particolare concentrazione in Puglia, Lazio, Toscana, Lombardia e Sicilia oltre a numerose autovetture di lusso e storiche, conti correnti, polizze assicurative e partecipazioni societarie. Gli investigatori hanno ricostruito come il principale indagato, sfruttando il suo ruolo di liquidatore di due società confidi legate all’associazione agricola, abbia orchestrato un complesso schema fraudolento, avvalendosi della collaborazione di professionisti e prestanome.

L’obiettivo: svuotare i patrimoni aziendali delle società confidi, Agricentro Nord e Agricentro Sud, portandole al fallimento. Il sistema messo in atto prevedeva dapprima una sottovalutazione strumentale degli asset aziendali delle società confidi e, successivamente, la loro cessione a società appositamente create, gestite di fatto dal principale indagato, per un valore nettamente inferiore al mercato. Gli indagati sono assistiti dagli avvocati Giulia Bongiorno, Mauro Iodice e Alessandro Diddi.

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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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