NAPOLI – Non è solo Napoli, con le proteste e gli striscioni ai Quartieri Spagnoli e a San Gregorio Armeno, a respingere il marchio infamante di città di camorra. Anche Ottaviano ha detto basta alla speculazione: il sindaco di Ottaviano ha negato il permesso di girare un film sul defunto boss Raffaele Cutolo nel Castello Mediceo. La struttura, un tempo simbolo del potere dell’ex capo della Nco, ora è considerata un’icona di rinascita e legalità. Biagio Simonetti ha deciso di non concedere l’autorizzazione per le riprese di una nuova serie televisiva scritta da Roberto Saviano, incentrata sul blitz del vicequestore Antonio Ammaturo contro la camorra negli anni ’70 e ’80. “
Guardi, siamo nel Palazzo Mediceo spesso per manifestazioni per la legalità. Raccontiamo anche la storia e quello che è accaduto qui. Spieghiamo pure chi sono stati quei personaggi del passato che sono stati la rovina della nostra città e del nostro territorio”. Biagio Simonetti al telefono è un fiume in piena: “L’obiettivo è cambiare rotta. Una settimana fa abbiamo ricordato Giuseppe Salvia, vicedirettore del carcere di Poggioreale. Ecco, parliamo di questo. Mi rendo conto che ci siano tante persone che ancora oggi inneggiano alla camorra e a Cutolo. E’ assurdo. Sono passati decenni, oltre 40 anni”.
Cosa è cambiato oggi? “Adesso stiamo valorizzando il territorio con la cultura, la legalità, con i giovani, coinvolgendo le scuole. E bisogna ripartire da qui per cancellare un passato negativo. Dobbiamo fermare questa narrazione negativa”. Eppure in passato il Comune di Ottaviano aveva concesso autorizzazioni per riprese cinematografiche e televisive: oggi non è più così. “La richiesta di autorizzazione era stata presentata per una serie televisiva incentrata sul vicequestore Ammaturo. Tuttavia, dopo un’attenta valutazione e un confronto con esperti e storici del territorio, il Comune ha deciso di non concedere l’autorizzazione, ritenendo che la narrazione proposta non fosse in linea con l’immagine di rinascita e progresso che Ottaviano rappresenta oggi”.
Insomma, la rotta è tracciata. Nessun passo indietro? “Assolutamente. E’ la linea adottata dalla mia amministrazione e non torneremo indietro. Serve rinascere con la cultura e la legalità. Ottaviano oggi ha bisogno di questo”.