FIGC, Galliani sfida Malagò per la presidenza

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Cronache Mercato
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La corsa per la presidenza della Federazione Italiana Giuoco Calcio si è infiammata con l’inattesa ipotesi di una nuova candidatura. Un nome storico del calcio italiano si è fatto avanti per sfidare l’attuale gestione commissariale, prefigurando uno scontro politico per il futuro governo del pallone nazionale.

Adriano Galliani, per decenni figura chiave del Milan e attualmente senatore, ha deciso di valutare seriamente la possibilità di concorrere per la massima carica della FIGC. La sua mossa ha rotto l’apparente unanimità attorno alla figura di Giovanni Malagò, attuale presidente del CONI e commissario della Federcalcio, che fino a questo momento sembrava l’unico candidato in lizza. Lo stesso Galliani ha già avuto un colloquio telefonico con Malagò, in un gesto che ha reso palese l’intenzione di una competizione diretta e trasparente.

Per trasformare l’intenzione in una candidatura ufficiale, l’ex dirigente rossonero dovrà adempiere ad alcuni requisiti formali. La normativa prevede infatti la presentazione di un programma elettorale, un casellario giudiziale pulito e, soprattutto, il tesseramento come dirigente per una società affiliata alla Federazione. A tal fine, è emerso che Galliani si tessererà a breve come dirigente accompagnatore a titolo gratuito per una società sportiva dilettantistica di Milano.

Questa manovra burocratica rappresenta il primo passo concreto di un’operazione politica sostenuta da un gruppo di club di primo piano. A spingere per la candidatura dell’esperto dirigente sono principalmente Inter, Milan e Atalanta. Queste società hanno manifestato un crescente malcontento nei confronti della gestione di Malagò, accusato di aver preso decisioni importanti senza un’adeguata condivisione con le componenti federali.

Le critiche si sono concentrate su scelte strategiche di grande peso. Tra queste, la nomina di Roberto Mancini come commissario tecnico della Nazionale, avvenuta secondo i detrattori senza un vero confronto con i club. Allo stesso modo, sono state contestate le designazioni di Diana Bianchedi, successivamente dimessasi, e di Beppe Signori nel ruolo di capodelegazione dell’Italia Under 20, ritenute nomine non rappresentative delle volontà della base.

Il fronte della Serie A appare tuttavia spaccato. Se da un lato un blocco nordista supporta l’ipotesi di un cambio al vertice, dall’altro un nutrito gruppo di società si è già schierato per la riconferma del commissario uscente. Napoli, Roma, Bologna, Lecce e il Monza hanno espresso pubblicamente il loro sostegno a Malagò, delineando un’assemblea elettiva tutt’altro che scontata.

Le prossime settimane saranno decisive per definire gli schieramenti. Il termine ultimo per la presentazione delle candidature è stato fissato per il 4 novembre, mentre l’assemblea elettiva si terrà il 14 dicembre. Nel frattempo, anche le altre componenti del calcio italiano, come l’Associazione Italiana Calciatori, si sono riunite per definire la propria linea in vista di un’elezione che determinerà la governance del movimento per il prossimo quadriennio.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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