FIGC, Malagò: la politica vuole entrare nel calcio

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Cronache Mercato
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Il presidente della Federcalcio, Giovanni Malagò, è intervenuto nel podcast ‘Numer1’, esprimendosi su temi cruciali come il rapporto con la politica, la sua posizione personale e il comportamento di alcuni tifosi.

Ha condannato fermamente il gesto di alcuni tifosi della Juventus che, durante il minuto di silenzio per Sandro Mazzola, hanno voltato le spalle al campo. Ha definito l’episodio una vergogna, sottolineando la necessità di individuare in modo ‘chirurgico’ i singoli responsabili.

Secondo il presidente, il rispetto per un campione come Mazzola è un dovere. Per questo ha auspicato un provvedimento specifico, definendo la stessa società bianconera una ‘vittima’ della situazione, nonostante la multa di 10.000 euro poi comminata al club.

Il cuore del suo intervento ha riguardato le presunte ingerenze politiche. Malagò ha denunciato una ‘bramosia’ di certi soggetti di entrare nel mondo dello sport, collegando queste azioni al periodo successivo alle dimissioni di Gravina.

Ha precisato che, in quella fase, sono partite diverse azioni mirate, ma che un commissariamento della Federazione non era giuridicamente possibile, né tramite quelle manovre né con un intervento del CONI. Ha anche menzionato i tentativi di ostacolare il raggiungimento del 50%+1.

Sulla vicenda personale del ‘tesseramento’, ha fornito una difesa netta. Ha spiegato di trovarsi di fronte a una contraddizione normativa: da una parte una regola imporrebbe il tesseramento, dall’altra un’altra impedirebbe rapporti diretti con le società.

Ha aggiunto di non aver discusso la questione con la Premier Giorgia Meloni. Per Malagò, quindi, il tema non sussiste: si è definito non sanzionabile, estraneo alla vicenda e non passibile di alcuna dinamica processuale.

Infine, ha riflettuto sul legame tra il suo ruolo e la Nazionale. Ha ammesso con franchezza che la figura del presidente federale è, de facto, legata ai risultati sportivi del commissario tecnico.

Ha concluso spiegando che questa percezione viene spesso accelerata dalla reazione emotiva dell’opinione pubblica, che giudica l’operato della presidenza in base alle performance della squadra azzurra.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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