La crisi istituzionale ai vertici del calcio italiano ha trovato una sua risoluzione. Giovanni Malagò, eletto presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, è stato nominato commissario straordinario della stessa federazione che avrebbe dovuto guidare. Una decisione maturata per sanare un vizio di forma nelle procedure elettorali, evitando però uno scossone che avrebbe paralizzato l’intero sistema.
Il punto di svolta è stato l’incontro tra il numero uno della FIGC e il presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio. Sul tavolo c’era la complessa questione della presunta incandidabilità di Malagò, un cavillo procedurale che rischiava di invalidare l’intero processo elettivo e di gettare la federazione in un lungo periodo di incertezza. Il dialogo tra i due leader ha permesso di individuare una via d’uscita pragmatica e politicamente equilibrata.
La soluzione emersa è stata quella del commissariamento, un atto necessario per riconoscere formalmente l’irregolarità e ripristinare la piena legittimità dell’organo di governo. La mossa sorprendente, però, è stata la proposta di affidare l’incarico di commissario proprio a Giovanni Malagò. Questa scelta è stata motivata dalla volontà di non disattendere l’indicazione emersa dal voto delle leghe e delle altre componenti federali, che avevano espresso una chiara preferenza per la sua guida.
Di fatto, si è trattato di un compromesso che ha permesso di salvare l’assetto istituzionale: da un lato, si è adempiuto al dovere di correggere un errore procedurale; dall’altro, si è garantita la continuità gestionale e l’autonomia della FIGC rispetto a ingerenze esterne. La nomina di Malagò come commissario rappresenta un ponte verso la normalizzazione, un incarico “pro tempore” con un mandato ben preciso.
L’iter istituzionale si è svolto rapidamente. Dopo l’accordo di principio, il presidente del CONI Buonfiglio ha trasferito la proposta alla Giunta del Comitato Olimpico. L’approvazione è stata unanime e quasi immediata, a testimonianza di un consenso trasversale sulla bontà della soluzione. La Giunta ha riconosciuto che questa strada avrebbe mantenuto gli equilibri sportivi e politici, scongiurando lotte di potere dannose.
L’ultimo passaggio formale è stata la ratifica da parte del Consiglio Nazionale del CONI, che ha dato il suo via libera definitivo, rendendo la nomina pienamente operativa. Malagò assume quindi le redini della FIGC in una veste diversa, quella di commissario straordinario, con poteri specifici e un obiettivo primario: guidare la Federcalcio verso nuove elezioni.
Il mandato prevede infatti che il commissario lavori alla revisione delle norme necessarie per garantire un processo elettorale inattaccabile dal punto di vista formale. Il traguardo finale è stato fissato: le nuove consultazioni dovranno tenersi entro e non oltre il 31 gennaio 2027. Fino a quella data, Malagò gestirà l’ordinaria amministrazione e porterà avanti le riforme avviate, assicurando stabilità a un movimento che ha bisogno di certezze per affrontare le sfide future, dai campionati nazionali alle competizioni internazionali.




