Giovanni Malagò, nel suo ruolo di commissario della FIGC, ha parlato dal palco dello Sport e Culture Festival di Mondovì, ripercorrendo i mesi intensi alla guida del calcio nazionale. Ha definito il suo intervento un “richiamo della foresta”, spinto dal dolore nel vedere lo stato in cui versava il movimento e dalla ferma volontà di recuperarne l’orgoglio.
Una delle prime e più significative decisioni del suo mandato è stata la scelta del commissario tecnico. Malagò ha rivelato di aver sempre ascoltato le opinioni degli atleti, citando un colloquio con Donnarumma dal quale era emerso un forte apprezzamento per il profilo di Roberto Mancini. Il dialogo con il nuovo ct è stato immediato e trasparente, basato sul rispetto dei ruoli e sul supporto costante.
La credibilità del nuovo progetto è stata inoltre rafforzata dall’ingresso nello staff di figure di spicco come Gianfranco Zola e Claudio Ranieri. Il commissario ha sottolineato come questo nuovo corso abbia impresso una direzione chiara, basata sulla valorizzazione dei giovani talenti, una filosofia che, secondo Malagò, anche diversi club importanti hanno finalmente iniziato a comprendere e ad adottare.
Nonostante le difficoltà e le fatiche di un percorso che lo ha visto passare dal ruolo di presidente a quello di commissario, il lavoro non si è mai fermato. Malagò ha difeso la necessità di “fare qualcosa di diverso e coraggioso”, perché l’unica opzione inaccettabile sarebbe stata l’immobilismo, anche a fronte dello scetticismo iniziale che circondava alcune decisioni.
I risultati hanno iniziato a dare ragione a queste scelte. L’Under 21 si è qualificata per la fase finale degli Europei, con l’ambizione concreta di tornare alle Olimpiadi, rappresentando il serbatoio per la Nazionale del futuro. La selezione maggiore, pur inserita in un “girone di ferro” di Nations League, ha mostrato un gioco entusiasmante e si giocherà l’accesso ai quarti di finale, lanciando numerosi esordienti su cui il ct sta lavorando con profitto.
Infine, un pensiero è andato anche alla Nazionale femminile, impegnata nella qualificazione per il Mondiale. Malagò ha concluso il suo intervento con una riflessione pragmatica: non sa dire se siano stati capaci, ma i fatti dimostrano che i risultati stanno arrivando, premiando il coraggio di un progetto di profonda rinnovazione.




