File Epstein: tra i nomi svelati un politico campano

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Nomi svelati
Nomi svelati

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha iniziato a rimuovere le censure da numerosi documenti relativi al caso Epstein. La decisione è maturata in seguito alle forti pressioni esercitate da un gruppo di legislatori, sia repubblicani che democratici, che avevano avuto accesso alle versioni non censurate dei fascicoli.

Grazie a questa operazione di declassificazione, sono emersi nuovi dettagli e responsabilità. Tra i primi nomi resi pubblici figurano quelli di Lesley Groff, assistente di lunga data di Epstein, e del miliardario Les Wexner, ex amministratore delegato di L Brands, la società madre di Victoria’s Secret. Wexner aveva assunto Epstein come consulente finanziario, ma ha dichiarato di aver interrotto ogni rapporto con lui già nel 2007.

Un portavoce di Wexner ha precisato che il suo assistito ha collaborato pienamente con le indagini, fornendo tutte le informazioni richieste su Epstein, e non è mai stato considerato un complice né un obiettivo dell’inchiesta.

Un altro nome emerso dai fascicoli è quello dell’agente di modelle francese Jean-Luc Brunel, indicato come cospiratore. Accusato di stupro da diverse ex modelle e indagato per violenza sessuale su una minorenne, Brunel è stato trovato morto nella sua cella nel carcere di Santé nel 2022. I suoi legali hanno attribuito il gesto a un profondo senso di ingiustizia piuttosto che a un’ammissione di colpa.

La desecretazione ha svelato anche il nome di Sultan Bin Sulayem, uomo d’affari degli Emirati Arabi Uniti. Il suo nome era stato censurato in una breve e-mail in cui Epstein commentava positivamente un presunto “video di tortura”. L’esistenza di un rapporto tra i due è confermata da altri scambi di messaggi, in uno dei quali Bin Sulayem descriveva a Epstein i suoi rapporti sessuali con una studentessa universitaria a Dubai.

Il collegamento tra Epstein e Bin Sulayem sarebbe stato l’investitore immobiliare Andrew Farkas, che nel 2007 aveva informato Epstein della partecipazione del sultano all’inaugurazione di un porto turistico nei Caraibi, vicino all’isola di proprietà dello stesso Epstein.

Tra i nomi rivelati figura anche quello di Nicola Caputo, un politico della Campania che è stato consigliere regionale. Raggiunto telefonicamente dall’Ansa, Caputo ha negato qualsiasi coinvolgimento nella vicenda, ipotizzando un caso di omonimia. Ha inoltre annunciato di voler contattare l’ambasciata statunitense per ottenere chiarimenti e di non essere disposto ad accettare “linciaggi mediatici”.

La rapida emersione di questi nomi, ottenuta in poche ore, ha alimentato l’ipotesi, sostenuta da deputati come il democratico Ro Khanna, che molti altri individui potenti possano essere ancora protetti dalle censure. Secondo questa visione, la declassificazione completa dei documenti potrebbe svelare una rete di complicità molto più vasta di quanto finora immaginato.

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