Una pesante polemica ha infiammato il campionato di Serie A durante la settima giornata, mettendo al centro del dibattito la direzione di gara e l’utilizzo della tecnologia a supporto degli arbitri. L’episodio chiave si è verificato allo stadio Artemio Franchi, dove la Fiorentina ha affrontato il Como in una partita che si preannunciava combattuta e che è stata irrimediabilmente segnata da una decisione arbitrale molto discussa.
Tutto è accaduto in occasione della rete che ha portato in vantaggio la squadra ospite. L’azione è partita da una situazione di gioco sulla trequarti difensiva viola, dove il difensore del Como, Kempf, ha avuto un contatto diretto con l’esterno della Fiorentina, Gonçalves. Il giocatore viola, stretto in una morsa, è stato vistosamente trattenuto, un intervento che gli ha impedito di proseguire la corsa e di intervenire sul pallone. Nonostante le immediate e veementi proteste dei giocatori di casa, l’arbitro Di Bello ha lasciato proseguire il gioco.
L’azione è quindi continuata senza interruzioni, con il Como che ha approfittato dello sbilanciamento creato dall’irregolarità. Il pallone è giunto rapidamente al giovane Liberali, il quale, con grande abilità tecnica, ha lasciato partire un sinistro a giro imprendibile che si è insaccato alle spalle del portiere De Gea. Mentre i giocatori lariani esultavano per il vantaggio, la panchina e i calciatori della Fiorentina hanno circondato il direttore di gara, chiedendo una revisione dell’episodio.
L’attenzione si è spostata sulla sala VAR, dove l’arbitro Pezzuto era incaricato di analizzare le immagini. L’attesa è stata carica di tensione, con la convinzione, da parte del club toscano e di molti osservatori, che l’evidenza del fallo avrebbe portato all’annullamento della rete. Tuttavia, dopo un breve silent check, il gioco è ripreso con il gol convalidato, scatenando la rabbia e l’incredulità dei padroni di casa.
A gettare ulteriore benzina sul fuoco è intervenuto l’esperto arbitrale di DAZN, Luca Marelli, che ha analizzato l’episodio in diretta. Le sue parole sono state nette e inequivocabili: “Davvero non capisco come non abbia fischiato fallo e come questo goal sia stato confermato. Kempf non fa nulla per evitare il contatto, anzi, trattiene vistosamente il giocatore della Fiorentina”. Marelli ha poi aggiunto dettagli tecnici alla sua analisi, spiegando che l’intervento del difensore non può essere classificato come un normale contrasto di gioco, ma come un’azione deliberata volta a impedire all’avversario di partecipare all’azione. “Era fallo tutta la vita”, ha concluso con fermezza.
Questo episodio ha avuto un impatto psicologico notevole sulla partita e ha riaperto il dibattito sull’efficacia e sulla coerenza di giudizio del VAR. La domanda che molti si sono posti è perché un’irregolarità così chiara, documentata dalle immagini televisive e sottolineata dagli esperti, non sia stata considerata un “chiaro ed evidente errore” meritevole di correzione. L’incidente del Franchi rimarrà come uno dei momenti più controversi di questa prima parte di stagione, lasciando l’amaro in bocca alla Fiorentina e alimentando ulteriori dubbi sulla gestione arbitrale nel calcio italiano.



