La Fiorentina ha alzato il livello della sua protesta contro la gestione arbitrale e l’utilizzo della tecnologia nel campionato di Serie A. La società ha formalizzato il proprio dissenso attraverso una nuova nota ufficiale indirizzata alla Lega, in seguito agli episodi controversi avvenuti durante la partita persa contro il Como.
Il club ha giudicato insoddisfacenti e non esaustive le prime risposte ricevute dalle istituzioni calcistiche. Secondo la dirigenza, i chiarimenti forniti non hanno risolto i dubbi su due momenti chiave della gara, che hanno inciso pesantemente sul risultato finale e alimentato frustrazione.
Il primo episodio contestato riguarda la convalida del gol iniziale del Como. La Fiorentina ha chiesto spiegazioni dettagliate sul motivo per cui l’arbitro Di Bello non è stato richiamato al monitor per una revisione on-field, nonostante i dubbi su una possibile irregolarità nell’azione. La mancanza di un secondo controllo ha lasciato perplessità sulla corretta applicazione del protocollo.
Il secondo punto della discordia è il gol annullato a Pongracic per fuorigioco. La società ha lamentato di non aver ricevuto immagini video dinamiche che potessero confermare in modo oggettivo e inconfutabile la posizione irregolare del difensore. Le sole immagini statiche con le linee tracciate dalla sala VAR non sono state ritenute una prova sufficiente a dissipare ogni ragionevole dubbio sulla correttezza della chiamata.
La presa di posizione della Fiorentina va oltre la singola partita. Nella nota, il club ha espresso una profonda preoccupazione per la credibilità dell’intero sistema calcio italiano. Si legge che “episodi gravi” come quelli verificatisi rischiano di compromettere la fiducia nel campionato e nell’imparzialità della tecnologia, introdotta per ridurre gli errori e non per generarne di nuovi.
La dirigenza ha quindi annunciato che non intende fermarsi e che continuerà la propria battaglia per la trasparenza. Il club ha dichiarato l’intenzione di “rivolgersi a tutte le istituzioni sportive preposte” per ottenere le risposte necessarie e fare luce in maniera definitiva su accadimenti che minano le fondamenta della competizione sportiva. Questa mossa potrebbe aprire la strada a un dibattito più ampio sulla gestione del VAR in Italia.
L’azione della società viola rappresenta un segnale forte inviato non solo alla Lega Serie A, ma anche all’Associazione Italiana Arbitri. La richiesta non è solo quella di ammettere un errore, ma di garantire processi decisionali trasparenti e comprensibili per club e tifosi, riaffermando i principi di equità che dovrebbero governare ogni competizione.




