Alla vigilia della sfida casalinga contro il Como, l’allenatore della Fiorentina, Paolo Vanoli, ha parlato in conferenza stampa per analizzare il momento della squadra, reduce dalla sconfitta contro il Genoa. Il tecnico ha chiesto una reazione e ha chiarito il percorso di crescita che attende il suo giovane gruppo.
L’argomento più delicato ha riguardato gli infortuni. “Per Atta c’è stato un sovraccarico, quando rientrerà lo voglio per tutta la stagione. Mastantuono ha preso una botta alla mano con una frattura: i medici sono intervenuti con una vite per evitare che diventasse scomposta”. Problemi anche per Ranieri, che “ha avuto uno schiacciamento di un nervo al piede che andrà valutato”.
Vanoli ha poi analizzato le difficoltà della sua squadra, attribuendole a una mancanza di esperienza. “La gioventù non deve essere un alibi, ma spiega perché non riusciamo a gestire certi momenti. Contro il Genoa, dopo il nostro gol, potevamo vincere ma abbiamo peccato di ingenuità, restituendo palla agli avversari in un momento favorevole”.
Un problema che si era già manifestato in altre occasioni. “Contro il Napoli è successa la stessa cosa: abbiamo preso due traverse, poi abbiamo subito gol. Dobbiamo crescere, ma il problema non è stato l’approccio, ma il non capire come approcciare i primi minuti delle partite”.
Il tecnico si è soffermato anche sulla fase difensiva, trovandosi d’accordo con una recente analisi di Massimiliano Allegri. “In Italia si difende senza palla, in Spagna con la palla. Il nostro difetto è stato restare a metà strada. Ai ragazzi dico che anche avere il pallone è un modo di difendere, ma non dobbiamo commettere errori tecnici”.
L’allenatore ha evidenziato una passività da correggere. “Su 14 gol presi, 10 sono stati a squadra schierata. Questo significa essere passivi e non va bene. Dobbiamo curare questo aspetto mentale e giocare entrambe le fasi con grande intensità”.
Vanoli ha concluso con un messaggio chiaro. “Alla squadra ho mostrato cosa non è andato bene, ma anche le tante cose positive della ripresa, come l’aspetto caratteriale”. Ha poi parlato del suo stato d’animo: “Sto di merda quando perdo. Sento una grande responsabilità verso i nostri tifosi, a cui non chiedo pazienza, ma equilibrio”.
La leadership, secondo l’allenatore, deve essere collettiva. “In una squadra senza un leader affermato, dobbiamo diventarlo tutti insieme. Nessuno vince le partite da solo, il gruppo è il leader”. La società ha chiesto di guardare al futuro e il tecnico ha ribadito la sua fiducia: “Quest’anno credo molto in questa rosa”.





