È stato presentato a Piacenza un ambizioso piano triennale per la pulizia del fiume Po dai rifiuti plastici. Il progetto, battezzato “Po d’Amare”, nasce dalla collaborazione tra un consorzio di comuni rivieraschi, l’Autorità di bacino distrettuale del fiume Po e diverse organizzazioni non governative, tra cui Legambiente. L’obiettivo dichiarato è intercettare e rimuovere almeno 10 tonnellate di plastica all’anno, prima che questa possa raggiungere il Mar Adriatico e frammentarsi in microplastiche.
La strategia operativa si basa su una tecnologia già sperimentata con successo in altri contesti europei. Verranno installate delle barriere galleggianti di nuova generazione in punti strategici del corso d’acqua, scelti sulla base di studi idrodinamici per massimizzare la capacità di intercettazione. Questi sbarramenti convoglieranno i detriti galleggianti verso aree di raccolta, dove speciali imbarcazioni, veri e propri “spazzini del fiume”, provvederanno al recupero e al successivo trasporto a terra per lo smaltimento e il riciclo.
“Non potevamo più attendere”, ha dichiarato Giorgio Rossi, portavoce del consorzio. “L’inquinamento da plastica nel Po ha raggiunto livelli critici, minacciando non solo la biodiversità acquatica ma anche le attività economiche che dipendono dalla qualità delle sue acque, come l’agricoltura e il turismo. Questa è una risposta concreta e coordinata a un’emergenza che riguarda tutti noi”.
Il progetto non si limiterà alla sola rimozione dei rifiuti. Parallelamente alle operazioni di pulizia, verrà condotta un’intensa attività di monitoraggio scientifico. I materiali raccolti saranno analizzati e catalogati per identificare le principali tipologie di inquinanti e le loro possibili origini. Questi dati saranno fondamentali per orientare future politiche di prevenzione, agendo direttamente sulle fonti dell’inquinamento e promuovendo pratiche più sostenibili sul territorio.
L’iniziativa prevede anche un forte coinvolgimento della cittadinanza attraverso campagne di sensibilizzazione nelle scuole e giornate di pulizia volontaria lungo gli argini. L’idea è quella di trasformare un problema ambientale in un’opportunità di educazione e partecipazione attiva, creando una maggiore consapevolezza sull’impatto dei nostri stili di vita sull’ambiente.
Questo modello integrato, che unisce tecnologia, ricerca scientifica e impegno comunitario, si propone come un esempio virtuoso replicabile in altri bacini fluviali italiani. La salute del nostro mare inizia dalla cura dei nostri fiumi, e il progetto “Po d’Amare” rappresenta un passo decisivo in questa direzione.



















