Forlì: esposto contro il taglio del bosco ex Eridania

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Bosco urbano
Bosco urbano

Un gruppo compatto di associazioni, tra cui Lipu, Enpa, Italia Nostra, La Materia dei sogni, e rappresentanti del Comitato per gli Alberi di Forlì, ha presentato due distinti esposti ai Carabinieri forestali e alla Soprintendenza. Al centro della segnalazione ci sono i lavori nell’area dell’ex zuccherificio Eridania, definiti ufficialmente come “Servizi di bonifica – gestione garzaia”, che minacciano un importante ecosistema urbano.

L’intervento è stato autorizzato da una delibera della Giunta Comunale e, secondo quanto riportato, le prime operazioni di disboscamento sono già state avviate. Il progetto, come descritto nel capitolato d’appalto, prevede una serie di azioni molto invasive. Tra queste figurano la trinciatura e il decespugliamento delle aree limitrofe alla garzaia, il diradamento della vegetazione tramite l’abbattimento di numerose alberature, nonché la rimozione fisica dei nidi e del guano depositato.

Inoltre, il piano include attività di sanificazione, disinfezione e disinfestazione, culminando con l’installazione di appositi dissuasori. L’obiettivo dichiarato è quello di prevenire la formazione di una nuova colonia di uccelli, di fatto cancellando la funzione ecologica del sito come rifugio per la fauna. Le associazioni hanno evidenziato come queste attività incidano direttamente e negativamente sulla struttura vegetazionale che sostiene la colonia ornitica.

Il punto cruciale sollevato negli esposti è di natura giuridica e paesaggistica. L’area interessata, infatti, possiede tutte le caratteristiche per essere classificata come “bosco” ai sensi dell’articolo 3 del Decreto Legislativo 34/2018. La normativa definisce bosco “le superfici coperte da vegetazione forestale arborea […] con estensione non inferiore a 2.000 metri quadrati, larghezza media non inferiore a 20 metri e copertura […] superiore al 20 per cento”.

Tale qualificazione legale implica automaticamente l’applicazione di un vincolo di tutela. L’area dell’ex Eridania rientrerebbe perciò nella categoria dei “territori coperti da foreste e da boschi” tutelati per legge, come stabilito dall’articolo 142 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (D.Lgs. 42/2004). Di conseguenza, ogni intervento che modifica lo stato dei luoghi avrebbe dovuto essere preceduto dal rilascio di una specifica autorizzazione paesaggistica da parte della Soprintendenza.

L’avvio dei lavori in assenza di tale autorizzazione, secondo gli estensori della denuncia, integrerebbe fattispecie penalmente rilevanti. La tutela dell’ambiente e della biodiversità, hanno ricordato le associazioni, è un principio fondamentale della Costituzione italiana (art. 9), che impone alla Repubblica di proteggere il patrimonio naturale nell’interesse delle future generazioni.

Oltre all’aspetto legale, è stata ribadita la funzione ecologica vitale del bosco urbano dell’ex Eridania. Questo polmone verde fornisce un contributo insostituibile nel contrastare il riscaldamento globale e i cambiamenti climatici a livello locale, oltre a migliorare la qualità dell’aria per tutti i cittadini.

Per queste ragioni, le associazioni hanno chiesto alle autorità di effettuare con la massima urgenza tutte le verifiche necessarie. L’indagine dovrà chiarire la legittimità dell’operazione sotto il profilo amministrativo, ambientale e paesaggistico, accertando eventuali responsabilità penali.

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